Morte di Maradona, il dottor Luque falsificò le firme di D10S

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A quasi due mesi dalla morte di Maradona sono emersi dei particolari agghiaccianti dopo indagini accurate. Mentre continuano le polemiche riguardanti l’eredità del D10S tra figli riconosciuti e quelli presunti che chiedono di essere legittimati e le donne che hanno fatto parte della sua vita, c’è una bella confusione. L’ex moglie, Claudia Vilafane e due delle ex fidanzate si lanciano accuse in TV su come sono stati gestiti i soldi di Diego e Rocio Oliva, la più recente delle compagne del campione argentino, pare che si sia data allo shopping sfrenato nei giorni immediatamente successivi al 25 novembre. Ma la cosa che desta più preoccupazione riguarda il dottor Leopoldo Luque, il neurochirurgo che aveva in cura l’argentino e la cui posizione sugli ultimi eventi post operazione del 4 novembre non era apparsa chiara. La perizia degli esperti incaricati dalla magistratura, secondo quanto riferisce Clarin, ha stabilito che le firme di Maradona presenti nei documenti che lo riguardavano sono state in realtà opera di Luque. Il medico avrebbe dunque contraffatto le firme del Diez, così come sospettato in un primo momento dagli inquirenti dopo aver visionato il modulo consegnato alla clinica Olivos per richiedere la cartella clinica dell’argentino. L’unico autorizzato a richiedere la cartella clinica in questione era il paziente stesso, vale a dire Maradona, ma la perizia ha dimostrato che la firma apposta sul modulo incriminato non è opera sua. Il sospetto degli inquirenti è che, impossessandosi della cartella clinica di Maradona, Luque abbia cercato di nascondere qualche dettaglio scomodo relativo al quadro clinico dell’argentino. Le indagini andranno ancora avanti ma siamo certi che tutto ciò che emergerà da questa situazione avrà dell’incredibile e dello sconcertante.

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