Meta, nuova giunta di Tito. Il giallo delle quote rosa

Meta (Napoli). Il rimpasto della giunta è stato fatto ma rimane irrisolta la querelle delle quote rosa. In squadra al momento c’è soltanto una donna, l’avvocato Angela Aiello, esponente del Partito democratico. Quella del sindaco di Meta Giuseppe Tito appare una mossa con cui si mira, apparentemente, a evitare per ora l’obbligo di dover rispettare il 40% di composizione femminile all’interno della squadra di governo cittadino.

Il primo cittadino di Meta, mentre ragiona con il Pd sulle deleghe ottenute dal primo cittadino di Napoli Luigi de Magistris, ha scelto giorni fa di rimodulare deleghe e ruoli del suo esecutivo. Un passaggio non immune da qualche intoppo, a partire proprio dal fatto che in giunta servirebbe – stando alla normativa – un’altra donna. Bisognerà capire se la cosa verrà segnalata alla Prefettura di Napoli, da parte dei consiglieri comunali di opposizione. Fatto sta che chi era convinto, anche in maggioranza, che Tito avrebbe riportato in squadra l’avvocato Biancamaria Balzano si è sbagliato. Il rimpasto, messo a segno dopo le dimissioni dell’ormai ex vicesindaco Rosanna Testa, è destinato a suscitare attenzioni per via pure dell’intenzione, da parte di Tito, di dimettersi appena l’emergenza sanitaria terminerà.

L’ha detto in tutte le salse e l’ha ripetuto già mesi fa ai propri fedelissimi: «Quando tutto finirà ed il Covid 19 sarà un lontano ricordo voglio dedicarmi alla mia famiglia e alla mia vita privata». Una frase che in un primo momento aveva fatto pensare ad un addio alla poltrona di sindaco più immediato, anche se Tito ha corretto il tiro facendo intendere comunque di non disdegnare la possibilità di concludere come previsto il suo secondo mandato consecutivo con la fascia tricolore. Fatto sta che ha scelto come vicesindaco un alleato storico come Massimo Starita (a cui sono state assegnate deleghe di primo piano quali urbanistica, edilizia privata, pianificazione territoriale, manutenzione e condono edilizio) ma non si tratta di un’investitura per la sua successione.

Fonte: Metropolis

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