Maiori . Lettera aperta a Sveva Taiani

Maiori, Costiera amalfitana . Lettera aperta a Sveva Taiani di Gerardo Russomando che noi condividiamo in toto
Cara Sveva,
perdonami se mi permetto di scriverti, ti conosco solo di vista.
Come forse sai sono amico di tuo padre e, proprio lui, ieri, mi ha inviato la lettera da te scritta.
Ti confesso che mentre la lèggevo mi è venuto da piangere.
Anche io sono padre di una ragazza che ha quasi la tua stessa età.
La prima cosa che ho notato è stata la data: la lettera tu l’hai scritta il 27 dicembre.
Ma era una lettera pubblica.
Perciò mi sono chiesto innanzitutto perché, tranne Salvatore Della Pace ed i suoi amici, nessuno ancora ti ha chiesto scusa.
Mi auguro solo che, così come me fino a ieri, ne’ il Sindaco, ne’ il Parroco e neanche tanti che pure si dicono cristiani, l’abbiano ancora letta.
Vedi, purtroppo nel mondo da qualche mese è scoppiata una pandemia.
Non è la prima volta nella storia dell’umanità ma sempre di più mi sto rendendo conto che la storia non ci ha insegnato finora assolutamente niente.
Per questo motivo, nel giro di poche settimane, anche nella nostra piccola comunità di 5.000 anime abbiamo fatto in maniera repentina tantissimi passi indietro.
Tu hai scritto “…sembra che il virus lo abbia portato io dalla Cina”.
Sembra una cosa assurda, ma è proprio così.
È così grande l’ignoranza che effettivamente la stragrande maggioranza dei nostri compaesani lo pensa davvero.
Anzi, per certi aspetti, è addirittura peggio.
Infatti, il Sindaco, invece di spiegare che il virus è arrivato nel nostro Comune a metà ottobre e sta continuando a circolare in maniera sommersa attraverso alcuni di noi che sono semplicemente dei positivi senza sintomi, ha preferito far capire “urbi et orbi” che il virus si era di nuovo autogenerato perché alcuni di noi non avevano rispettato la legge.
Lo so che è una cosa mostruosa, innanzitutto dal punto di vista scientifico ma, ahimè, è la verità.
Perché lo ha fatto non te lo so dire.
Tu dici anche che siamo un paese di cattivi.
Vedi, tu sei giovane ed io sono un uomo fortunato perché nella vita ho avuto il dono di incontrare grandi Maestri.
Uno di loro, d. Luigi Giussani, diceva: “Siamo tutti cattivi”.
Ed è verissimo, perché tutti siamo nati con il peccato originale.
Un altro mio amico dice: “Se due persone vanno d’accordo è un Miracolo”.
Serve davvero la Grazia di Dio per non scannarci l’uno con l’altro.
Mi auguro solo che i nostri compaesani lo capiscano ed abbiano l’umiltà di chiederti scusa, così come io faccio adesso.
Di più non posso e non so fare.
Ti voglio davvero bene e ti abbraccio con tutto il cuore.
Gerardo

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