Lettere da Piano di Sorrento – Via Bagnulo anno 2021

LETTERE DA PIANO DI SORRENTO
“VIA BAGNULO: ANNO 2021”

Via Bagnulo, a Piano di Sorrento è l’arteria che dalla chiesetta di Madonna di Rosella (sec. XVIII) salendo arriva fino al Corso Italia.
In passato, quando vigeva il doppio senso di circolazione, si verificavano spesso incidenti stradali, anche con lesioni alla persona, con sensibile congestione, incrementata dal progressivo aumento veicolare.
L’avv. Leone Massa, proprietario della villa omonima, soleva definire quel luogo: “km. della morte”, proprio in considerazione della imprudenza dei conducenti di auto e di motorette, i quali di fronte a quel rettilineo non riuscivano a moderare la velocità, necessaria in un centro abitato, causando gli eventi. Il Comune di Piano, allora, bene ha fatto ad imporre, in un tratto della via, il senso unico. Dopo questa iniziativa è migliorata la circolazione ma continua ad essere una strada trafficata ed a rischio.
Recentemente, nel periodo natalizio, sono stati eseguiti, come in altra strade, lavori di scavo per la sistemazione delle “fibre” onde migliorare le comunicazioni.
Sulla necessità ed utilità del lavoro “nulla quaestio” ma sulle modalità con cui è stato eseguito c’è molto da dire. Sta di fatto che, una volta riaperto al traffico, il piano stradale è in uno stato pietoso: la striscia degli scavi, a zig zag, un po’ a destra, un po’ a sinistra, un po’ al centro, si presenta come un’enorme ferita, mal ricoperta dal cemento, con visibili affossamenti, buche, etc; i tombini fognari alcuni fuoriescono dal suolo, costituendo un pericolo, specie per i conducenti delle motorette, altri non ben fissati al suolo, sobbalzano ad ogni passaggio veicolare.
Stante la stagione invernale, l’arrivo delle piogge, specie quelle violente, non migliora il quadro generale; l’acqua penetra nelle fessure e nelle buche, formando le famose “pozzanghere” e piccoli fiumi creeranno disagio per i pedoni.
Ci si chiede: prima di apprestare questi lavori, vi è stato un sopralluogo tecnico, un piano di lavoro, accertando lo stato degli immobili ivi siti, immobili molti dei quali vetusti e colpiti dai terremoti, specie quello dell’80? Le violente vibrazioni nel perforare il suolo hanno prodotto, quantomeno micro lesioni alle fondamenta degli edifici, già provati nel tempo dai richiamati eventi, compromettendo la statica. Di tutto questo non si sa niente, come non si sa quanto tempo dovremo aspettare perché siano eliminati i dissesti e ribitumata la pavimentazione, rendendo possibile la normalità della circolazione. E tanto vale per le altre strade sottoposte allo stesso trattamento.
Ancora una volta si ha la sensazione di essere sempre più dimenticati dalle Istituzioni.
Soltanto la sensazione?

(avv. Augusto Maresca)

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