“ Hospes ste nisi molitum sit perspice monumentum ad sibi…” O ospite, se non ti reca molestia, volgi lo sguardo a questo monumento….!

Si riscrive la Storia e Stabia continua a sorprendere e stupire !
Castellammare di Stabia ,4 Gennaio 2021

“ Hospes ste nisi molitum sit perspice monumentum ad sibi…”

O ospite, se non ti reca molestia, volgi lo sguardo a questo monumento….!

…e lo sguardo del mondo si posò su Stabia !

Mai espressione lapidaria fu più attuale di questa, risalente a 2000 anni fa, ritrovata ai confini tra Gragnano e S. Antonio Ab., appartenente alla gens romana dei Granii. Del resto “Santu Catiello” è “ avvucat de furastier “ e , a distanza di 2000 anni, sono proprio i “ furastier “ ad attenzionare la nostra bella e martoriata città. In soli due anni di attività, il piccolo esercito dell’ Archeoclub D’ Italia Stabiae, sta rivoluzionando segmenti di storia consolidati , ma risultanti inesatti e colmando dei vuoti storici temporali. Questa volta la ricerca effettuata con la super-visione del Prof. Umberto Pappalardo, Ordinario della cattedra di Archeologia dell’ Università di Tunisi e componente del comitato tecnico-scientifico della sez. stabiese dell’ Archeoclub d’ Italia, con il suo team, assieme al Pres. Massimo Santaniello, ha portato allo scoperto che, l’ imponente opera di un acquedotto, ritenuto borbonico, si può ipotizzare che sia risalente all’ epoca romana. Ora c’ è da sottolineare che “ l’ ager stabianus “, per ‘ l’ amenità del territorio, del clima, della ricchezza delle acque, ha visto insediamenti umani già dall’ VIII sec. A C , questo per evidenziare la ricaduta dell’ Impero Romano su tutto l’ ager. La ricerca del Prof. Pappalardo ed il team Archeoclub Stabiae è stata puntigliosa e scientifica. Si è proceduto attraverso le seguenti fasi : 1) esplorazione delle colline stabiesi da Pozzano a Quisisana alla ricerca di testimonianze archeologiche e architettoniche prive di uno studio approfondito ; 2) analisi della struttura tecnica-costruttiva dei ponti che sostengono l’ acquedotto in due punti di interesse naturalistico sia sul territorio stabiese che di Pimonte; 3) relazione del differente materiale di costruzione in uso nel periodo borbonico sia per la differenza cromatica che nelle forme geometriche composizione dell’ impasto ; 4 ) Infine le domande : Come avveniva l’ approvvigionamento idrico di Stabia da Varano al porto di Stabia ? Ossia dalla Collina al Mare ? La risposta alle domande è stata la realizzazione di un’ opera colossale che ha sfidato l’ orografia dei luoghi e che si rifà alle tecniche costruttive citate nel “ DE Architectura “ di MV Pollione. Possiamo ipotizzare due epoche diverse di costruzione , quella collinare , precedente all’ eruzione del 79 dC, che poteva essere alimentata dalle acque delle abbondanti sorgenti dei Monti a ridosso di Gragnano, mentre, la zona portuale stabiese si riforniva delle sorgenti di Agerola e Pimonte , rispettivamente delle sorgenti di Acquafredda e San Giuliano. Nella 1ma fase, iniziale, si ebbero le “ canaline (speco ) e i ponti “, nella 2nda , una copertura in pietra calcarea. Questo percorso ha rivoluzionato la conoscenza dell’ appartenenza borbonica dell’ acquedotto ed ha mostrato che l’ opera, per le caratteristiche dimostrate, risale ad epoca romana, i cui ponti sono stati realizzati in “ opus latericium “ Il risultato della ricerca ha avuto una sorprendente risonanza a livello mondiale. La redazione dell’ Archeoclub ha provveduto ad inviare alle testate giornalistiche del mondo la sorprendente scoperta. Dall’ Estero, le Nazioni , con interviste telefoniche al Pres. Santaniello, chiedono informazioni per la divulgazione dll’ importante notizia storica. Anche le maggiori testate italiane parlano di Stabia… Santu Catiello avvucato de furastier ….non importa, purchè si parli !
SI RISCRIVE LA STORIA ! Castellammare non smette di sorprendere e stupire con i suoi fasti, le sue ricchezze, le sue bellezze, la sua importanza ! Orgoglio nostrano, orgoglio di appartenenza, orgoglio dell ‘ Archeoclub Italia Stabiae , con l’ augurio che sia quest’ ” orgoglio “ a diventare l’ unica vera pandemia mondiale. Complimenti agli studiosi, complimenti all’ Archeoclub Stabiae………ad maiora semper Stabia ….!
Di ANNA MARIA FARRICELLI
DIRETTIVO ARCHEOCLUB ITALIA STABIAE
Castellammare di Stabia
4 Gennaio 2021

 

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