Governo, ipotesi zona bianca. Cosa cambia per palestre, bar, ristoranti…

L’Italia si prepara ad assaporare anche la zona bianca. E’ ormai che l’Epifania non si porterà via il giro di vite natalizio e che la curva dei contagi non si piega. Il Governo si prepara dunque ad affrontare il post feste, per scongiurare una terza ondata di contagi.

Data la risalita dell’Rt (indice di positività) in alcune regioni, con l’ok del Comitato Tecnico Scientifico, si abbasseranno le soglie per la definizione delle fasce gialle, arancioni e rosse. Entreranno in zona arancione le regioni che hanno un Rt pari a 1 (attualmente è 1,25) e in rossa quelle che sono a 1,25 (adesso il limite è 1,50).
Ma spunta anche l’ipotesi zona bianca un’ulteriore fascia, meno restrittiva, all’interno della quale tutte le attività, dalle palestre, ai cinema, ai teatri, potranno ripartire. Un compromesso, come si legge tra le righe del Corriere della Sera, promosso dal ministro “rigorista” Dario Franceschini: una sorta di ultimo gradino prima del ritorno alla normalità per dare una nuova speranza ai cittadini”.

Cosa cambierebbe concretamente con la zona bianca? I bar e i ristoranti riaprirebbero senza limiti di orario, come pure piscine e palestre, ferme restando le regole base anti contagio: mascherina obbligatoria, distanziamento e divieto di assembramento. La proposta del capo delegazione del Pd di “una zona bianca, nella quale si accede sotto un certo indice Rt di trasmissione dei contagi” ha strappato il via libera di Conte e dovrebbe rientrare già nel prossimo DPCM che Palazzo Chigi si prepara a sfornare prima del 15 gennaio.

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