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Giornata della Memoria per non dimenticare l’Olocausto: tenere vivo il ricordo utile per la collettività umana

Giornata della Memoria per non dimenticare l’Olocausto: tenere vivo il ricordo utile per la collettività umana

Sono trascorsi 76 anni. Per non dimenticare il giorno più buio della storia moderna. Ricordare la Shoah, le vittime dell’Olocausto nazi-fascista, dovrebbe marcare un segnale culturale soprattutto per le nuove generazioni. Una occasione per alimentare la forza di comunicazione affinché la collettività prende in carico la responsabilità per poi esercitare un comportamento sociale contro la divisione, la stessa che ha portato a giorni atroci, gli stessi che restano incancellabili.

La libertà, la fratellanza e la pace, restano i valori universali, elementi essenziali; l’unione del bene comune come “chiave di volta” in una società sofferente.

Furono circa 17 milioni i morti dell’Olocausto, tra il 1933 e il 1945, senza distinzione di sesso, età, senza riguardo per i bambini e anziani. Circa 6 milioni di ebrei vittime dall’organizzazione della Germania nazista mediante un complesso apparato militare-amministrativo.

Nel 2005 si è stabilito di celebrare il Giorno della Memoria ogni 27 gennaio poiché nello stesso giorno del 1945 le truppe dell’Armata Rossa, impegnate nella offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.

a cura di Michele Vario

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