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… E PROCIDA FU….! di Annamaria Farricelli

La storia di Procida è un misto tra realtà e leggende, a partire dal nome e dalla morfologia. Prese il nome dalla nutrice di Enea sepolta nell’isola ed ebbe insediamenti dai Coloni Calcidesi di Eubea dell’ VIII sec. A.C., che vi approdarono con il loro bagaglio culturale e artistico. Seguirono i Romani, in seguito i pirati saraceni, poi i corsari musulmani capitanati dal Barbarossa e da queste incursioni nacquero molte leggende, come quella di S. Michele patrono dell’ isola. Nel 1644 passò alla corona napoletana dei Borboni.
La storia di Procida è una storia marinara, di remi, di pescatori e capitani coraggiosi. Procida è sempre stata poesia, con i suoi colori, la sua discrezione, i suoi tramonti, il suo mare, testimone della sua forza, del suo coraggio, della sua poetica bellezza. Un misto esplosivo di rinascita, un’opportunità da non perdere. Ed è stata questa forza che tra 28 città candidate, 10 finaliste, Procida sarà la Capitale della Cultura Italiana del 2022. Una nomina che ha squarciato come un lampo il buio di un tunnel, portando luce su una delle piccole realtà che caratterizzano il nostro BEL PAESE e di cui spesso ci si dimentica. Questa vittoria è la testimonianza che non è importante la grandezza del proponente, quanto la forza della candidatura. Il progetto di Procida è, infatti, capace di trasmettere un messaggio poetico, una visione della cultura che dalla piccola realtà dell’isola (poco più di 10.000 abitanti), si estende come augurio a tutti noi e al Paese intero nei mesi che ci attendono.
Baia Curiani, durante varie presentazioni, afferma: “Un riconoscimento alla capacità di progetto, non alla città più bella o ricca di storia, e la buona notizia è che l’ idea di uno sviluppo sociale ed economico a base culturale sta diventando un approccio comune ad una pratica progettuale concreta. La cultura è pensata come pane quotidiano, finalmente!. La cultura non isola: evidenzia come la terra isolana è luogo di esplorazione, sperimentazione e conoscenza, è modello delle culture e metafore dell’ umo contemporaneo.”
A Procida vanno i complimenti di tutta la Campania in quanto ha saputo manifestare con concretezza di visione e potenziale immaginario di saper essere capitale esemplare di dinamiche relazionali, di pratiche di inclusione, nonché di cura di beni naturali e culturali. AD MAIORA PROCIDA!!!
Castellammare di Stabia, 20 Gennaio 2021
Annamaria Farricelli

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