COVID-19: Incognita varianti per immunità di gregge

COVID-19. Con l’approvazione di dell’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco, si conclude la lunga procedura per l’approvazione del vaccino realizzato in collaborazione tra Astrazeneca e Università di Oxford.

Quindi dalla prossima settimana avremo un’arma in più per contrastare efficacemente il COVID-19. Ma la strada è ancora lunga per l’agognata “immunità di gregge”.

Con questo termine, lo ricordiamo, può essere definita come la capacità di un gruppo di resistere all’attacco di un’infezione, verso la quale una grande proporzione dei membri del gruppo è immune. Si tratta di una forma di protezione indiretta che si verifica quando la vaccinazione (oppure quando la malattia è stata superata con anticorpi propri, senza vaccinazione) di una parte significativa di una popolazione, nel caso del Covid-19 si stima almeno il 70/75%, finisce con il fornire una tutela anche agli individui che non hanno sviluppato direttamente l’immunità.

In un intervista su Fanpage, Guido Rasi, docente di Microbiologia all’università Tor Vergata di Roma ed ex direttore esecutivo dell’Agenzia Europea del Farmaco, parla dell’incognita delle nuove varianti del virus e sulla tempestività della campagna vaccinale. Allo stato attuale afferma che è molto improbabile che si concretizzi l’immunità per ottobre, alla luce anche della crescente difficoltà di molte case farmaceutiche a rispettare le tempistiche di consegna e la produttività.

A complicare il quadro sono la scoperta delle varie varianti del virus, da quella inglese che i primi studi indicano molto più contaggiosa con un alto indice di trasmettività alle ultime brasiliane e sudafricane che alcuni esperti indicano come le potenzialmente più pericolose in quanto igli odierni vaccini risultano meno efficaci contro di esse.

Nei prossimi mesi arriveranno in dirittura d’arrivo i preparati di altre aziende come la statunitense Johnson & Johnson e dell’italiana Reithera, sviluppato in collaborazione con lo Spallanzani. Senza contare come molte altre aziende siano disponibili a produrre i vaccini per della Pfizer e Moderna. Di sicuro oggi e nei prossimi mesi potrà essere utile avere una cabina di regia politica stabile per garantire il pieno funzionamento dell’apparato burocratico, logistico e organizzativo. L’incertezza politica di queste ultime settimane non è salutare per il popolo italiano.

 

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