Cava de’ Tirreni: ospedale senza medici. L’appello a De Luca

Cava de’ Tirreni. Sul futuro dell’ospedale “Santa Maria Incoronata dell’Olmo”, l’amministrazione del sindaco Vincenzo Servalli scrive alla giunta regionale e al presidente Vincenzo De Luca al fine di adottare le misure necessarie per consentire, superato il periodo emergenziale, la piena funzionalità del presidio cavese, programmando la riapertura dei reparti, nessuno escluso, ed il rientro del personale attualmente trasferito al Covid center “Da Procida” di Salerno.

È questo il contenuto di un documento programmatico redatto dall’assessore alla sanità, Armando Lamberti , insieme al sindaco Servalli e al consigliere Paola Landi che sarà discusso (su input dei consiglieri di Italia Viva) nel corso della prossima riunione della commissione comunale sulla sanità per poi essere inoltrato a Palazzo Santa Lucia. «Il documento – ha spiegato l’assessore Lamberti – esprime una chiara visione prospettica in materia di tutela della salute, basata su un raccordo tra medicina ospedaliera e territoriale. Ci auguriamo che in commissione sanità, a seguito anche di possibili integrazioni, possa essere largamente condiviso per poi essere approvato in un prossimo Consiglio comunale e inviato in Regione Campania».

Nella relazione non solo viene fatto un excursus sui numeri registrati dai reparti del nosocomio cavese (in termini di accessi, ricoveri e interventi) in tempo di pandemia, ma soprattutto vengono avanzate una serie di richieste nella direzione di un potenziamento, con personale dedicato, del Pronto soccorso attivo “H24” (con attivazione dell’Osservazione breve intensiva) e delle Unità operative attualmente esistenti nel presidio per le quali è stato richiesto un indirizzo specialistico di eccellenza.

«Abbiamo chiesto, inoltre, che venga attivata l’Unità operativa di Lungodegenza, come previsto dal Piano regionale – ha aggiunto l’assessore Lamberti –, un ulteriore stanziamento per i lavori di ristrutturazione e riqualificazione delle aree interne ed esterne. Proporremo alla giunta regionale di far diventare il nostro ospedale sede sperimentale di un nuovo modello organizzativo territoriale a partire dal definitivo superamento delle carenze organizzative e dei conseguenti disagi alla popolazione, verificatesi nel periodo di pandemia da Covid19, e prevedendo un’organizzazione con ulteriore personale dedicato, una rete informatica adeguata per collaborare in maniera efficace ed efficiente col Dipartimento di Prevenzione al fine di svolgere una significativa azione sul territorio».

Tra le proposte avanzate c’è anche l’avvio di una progettazione per la costruzione di un unica sede del Distretto sanitario. Un luogo dove poter concentrare tutti i servizi territoriali che attualmente sono sparsi a macchia di leopardo su tutto il territorio ed allocati in strutture vetuste e non confacenti alle esigenze di una offerta sanitaria moderna e logisticamente efficiente. Lo scrive La Città di Salerno di oggi.

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