Castellammare di Stabia, riapre il pronto soccorso. Ricoveri no-Covid sul filo

Castellammare di Stabia, riapre il pronto soccorso. Ricoveri no-Covid sul filo. Ospedale San Leonardo: mancano i posti per i ricoveri ordinari. L’accorpamento dei reparti per affrontare l’ondata di positivi porta a una nuova emergenza. I numeri parlano chiaro, la Medicina ha perso 16 posti dell’ospedale di Boscotrecase, 20 a Gragnano, 16 a Torre del Greco e dei 18 letti del San Leonardo ne restano 12. Ma questi ultimi rientrano in un nuovo reparto, in gergo tecnico area grigia, che riguarda l’area filtro dei ricoveri. La terza ondata potrebbe essere alle porte, ma intanto ci sono da curare e accogliere i malati ordinari che restano in attesa per giorni di un letto in pronto soccorso. Ieri al San Leonardo sono arrivati solo due pazienti Covid e sono stati subito trasferiti presso i Covid Hospital regionali, lo stesso non può accadere al momento per i pazienti puliti. C’è poi il caso di chi arriva con sintomi da Coronavirus, con un quadro clinico compatibile ma che non ricevono la conferma dell’infezione dal tampone. «Per questi pazienti abbiamo predisposto un reparto al terzo piano dell’ala nuova – spiega Rosalba Santarpia dirigente medico – una Medicina d’urgenza che funziona come un reparto Covid, pazienti in isolamento e personale bardato». L’obiettivo è salvare gli altri reparti da possibili contagi.
LO SCREENING Anche il Pronto Soccorso, riaperto per i codici gialli a inizio anno, si prepara a effettuare uno screening completo anche sui codici verdi. «Stiamo aspettando l’arrivo dei tamponi antigenici con risposta immediata – spiega la Santarpia – che saranno utilizzati per tutti i pazienti, soprattutto per i codici verdi che a breve saranno riammessi». Rassicurazioni arrivano anche dal direttore degli ospedali di Castellammare, Sorrento e Vico Equense Giuseppe Lombardi che ha incontrato la parlamentare M5S Carmen Di Lauro. «Il direttore mi ha fatto sapere – ha annunciato Di Lauro – che è imminente la riapertura del Pronto Soccorso anche ai codici verdi e che la struttura si sta preparando per affrontare una terza ondata con l’adeguamento di alcuni reparti». Da mesi il San Leonardo è sprovvisto della figura del responsabile per la sicurezza e la prevenzione.
Al piano terra del San Leonardo si lavora freneticamente anche per la campagna di vaccinazione. Ieri mattina sono arrivate circa 400 fiale (2500 vaccini). «Realizziamo tra le 150 e le 170 iniezioni al giorno – spiega Carmine Coppola, responsabile del centro vaccini stabiese – abbiamo concluso la copertura per il personale ospedaliero di Castellammare, Vico e Sorrento e siamo passati al personale delle cliniche e delle aziende convenzionate con l’Asl». E proprio Coppola, responsabile anche del centro trapianti dell’ospedale di Gragnano – dove in queste ore sono in corso le vaccinazioni per i dipendenti dei distretti e dei medici di base – ha già fornito la lista dei pazienti trapiantati, circa 250, o in lista di attesa perché siano i prossimi a ricevere le dosi della Pfizer. Ieri mattina in ospedale c’era anche il direttore generale dell’Asl Napoli3 Sud impegnato nell’organizzazione della campagna di vaccinazione dei cittadini. Il 20 gennaio finirà infatti la prima fase per le vaccinazioni dei sanitari, dal 21 si passerà alle seconde dosi e subito dopo sarà la volta delle fasce deboli. Per farlo Sosto chiederà al sindaco stabiese collaborazione per l’individuazione di strutture da poter utilizzare per concentrare il massiccio afflusso di utenti.
LA BUFERA Divampa invece la polemica per il bando lampo indetto dall’Asl Napoli3 Sud per assumere 497 esperti informatici. «Una procedura con troppe anomalie – accusa la capogruppo regionale del M5S Valeria Ciarambino – chiederemo di portare la questione in commissione Sanità, dove convocare con urgenza i responsabili della Asl Napoli 3 Sud». Ne chiede l’annullamento Annarita Patriarca, capogruppo di Fi: «Troppe le zone d’ombra che presenta l’iter concorsuale, a cominciare dai tempi strettissimi (aperto il 24 dicembre e chiuso il 2 gennaio) per passare alla mancanza di una specifica delibera autorizzatoria, fino al cambio in corso del profilo iniziale per l’arruolamento delle figure professionali, passato da informatici a semplici collaboratori amministrativi con requisiti fin troppo generici».

Fonte Il Mattino

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