Castellammare di Stabia, futuro Meridbulloni: sfida delocalizzazione

Castellammare di Stabia, futuro Meridbulloni: sfida delocalizzazione.

L’imprenditore Alessandro Vescovini, che assumerà gli operai di Meridbulloni scaricati dal Gruppo Fontana, presto potrebbe arrivare a Castellammare. Forse già la settimana prossima. Probabile che venga convocato un tavolo con Comune e Regione Campania, nel corso del quale la società potrebbe già cominciare a presentare il suo piano industriale. Dopo l’impegno preso anche con i sindacati, rispetto ai nuovi contratti di lavoro per gli operai, che dovranno trascorrere un anno di formazione a Monfalcone, la sfida che la politica intende mettere sul tavolo è quella della delocalizzazione della fabbrica. Per il tratto di costa di via De Gasperi, infatti, si immagina uno sviluppo turistico come confermano diversi investimenti in programma sia pubblici che privati. E l’idea, dunque, è quella di provare a trovare spazi nell’area di sviluppo industriale torresestabiese, dove far nascere la nuova fabbrica. Al Comune di Castellammare di Stabia sono già allo studio alcune ipotesi rispetto a via Ripuaria, mentre spetterebbe allo stesso Gruppo Vescovini, eventualmente, avviare una trattativa con i proprietari di altre aree dismesse che ci sono in città. Ma non si esclude neanche che si possano trovare soluzioni in qualche comune limitrofo.

Fondamentale per la buona riuscita dell’operazione anche i fondi finora solo annunciati dalla Regione Campania e dal Ministero dello Sviluppo Economico. La delocalizzazione della fabbrica però scontenterebbe i sindacati, che hanno già espresso la volontà di dare battaglia affinché l’area di via De Gasperi dove oggi c’è la Meridbulloni resti industriale. E magari continui a ospitare proprio gli operai assunti dal Gruppo Vescovini. Secondo le parti sociali riadattare quel capannone, ovviamente con l’arrivo dei nuovi macchinari, potrebbe rendere i tempi molto più veloci per la ripresa dell’attività produttiva.

Fonte Metropolis

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