Capri, caos al porto: cantieri e disagi per i pendolari

Capri, caos al porto: cantieri e disagi per i pendolari. Partenza da Napoli tra un cantiere e le pozzanghere di acqua e arrivo a Capri tra le chicane e le pozzanghere di acqua. Un “film” che sta turbando i sonni già poco tranquilli degli operatori turistici e gli addetti ai lavori del comparto terziario dell’isola azzurra. A metà gennaio la situazione che ancor non accenna a tornare alla normalità sta rendendo difficile, già di per sé, sia la programmazione che la certezza in fatto di tempi e modi della cosiddetta ripartenza 2021.

In questo “quadro” rappresenta, a dir poco, un incubo la “fotografia” dei porti e il “time lapse” di simulazione di un turista che si imbarca alla volta di Capri e delle isole. A Napoli il molo Beverello resta ancora un cantiere, ma soprattutto l’ultimazione dei lavori che daranno un nuovo volto al terminal di collegamento tra il capoluogo partenopeo e le isole del golfo dovrebbe subire ulteriori allungamenti delle tempistiche.

Il programma, infatti, è stato condizionato da vari stop, dalla pandemia che si è abbattuta praticamente poco dopo l’avvio dei lavori agli stand by dovuti alle scoperte storiche relativamente alle testimonianze sotterranee dell’antico molo Borbonico e si è presentata anche la fonte dell’acqua sulfurea. Insomma si teme che agli imbarchi per le isole, alla ripartenza tanto attesa, se e quando ci sarà, si continuerà a discutere sulla “cartolina” di partenza, che, presumibilmente, vedrebbe turisti e viaggiatori salire a bordo di mezzi per le ambite e lussuose località come Capri, ma anche la vicina e prestigiosa Ischia e la “candidata” a capitale della cultura Procida, a pochi passi da un cantiere, infinito, a cielo aperto, ancora alle prese con scavi e buche piene di acqua “appantanata”. A proposito di pozze di acqua piovana, non andrebbe meglio all’arrivo, considerando nella sopracitata simulazione di un viaggio, quando il medesimo turista mettendo piede sulla terra dei Faraglioni, al porto di imbatterebbe in un molo stretto, con pavimentazione “sofferente”, senza coperture parapioggia e parasole, e con avvallamenti stradali ad “accogliere” laghetti di acqua, sia provenienti dal moto ondoso del mare che dalla pioggia scesa dal cielo. Una situazione che si è riproposta, plasticamente, in tutti questi giorni di precipitazioni intense facendo temere che per la tanto sospirata ripartenza l’isola non sarò pronta… alle partenze.

Fonte Metropolis

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