Campania, De Luca: “Già esaurite le scorte di vaccini”

Campania. I campani sono i più vaccinati d’Italia. Ma, come spesso accade quando c’è un intervento pubblico del governatore Vincenzo De Luca, alla buona notizia è seguita in allegato la polemica istituzionale. «Esaurite le dosi consegnate alla nostra regione, colpa di una distribuzione sperequata», l’accusa del presidente della giunta nei confronti del governo. Neanche il tempo di essere soddisfatti della massiccia partecipazione, anche se sotto la pioggia per tanti, alla campagna vaccinale che occorre guardare già al dopo. In pochi giorni dall’arrivo, si è raggiunto con il 90% la percentuale più alta nella somministrazione dei vaccini, dosi ritenute infatti ancora insufficienti per coprire dal Covid le migliaia di operatori sanitari campani.

Come scrive Il Mattino, era già stata prevista dalla struttura commissariale guidata da Domenico Arcuri una seconda tranche per la Campania, e così sarà da domani. È qui che De Luca non si accontenta e rilancia. In merito alle nuove forniture «è necessario un riequilibrio dei nostri quantitativi», la sua richiesta. Non sono finite qui le doglianze contro Roma. Perché anche quando ne arriveranno altre, per iniettare le dosi serve personale aggiuntivo «per far fronte alla situazione di forte sottodimensionamento del nostro personale nella quale si sta lavorando».

Pochi mezzi e poche risorse, in sproporzione rispetto al numero di operatori e utenti della Campania, il refrain meridionalista ripetuto da De Luca. Il gap con le regioni del Nord, del resto, è misurato da criteri storici che non sono stati ancora modificati in un senso più egualitario. La pandemia è ancora in corso, il governatore sa bene che la luce in fondo al tunnel è appena intravista. Motivo per cui «la campagna vaccinale sarà nei prossimi mesi la nostra priorità», la promessa. Dal banco degli accusati è però subito sceso lo stesso Arcuri assicurando che oggi come previsto «ci sarà la nuova distribuzione dei vaccini» addolcendo la replica con i complimenti per aver utilizzato tutte le dosi di vaccino consegnate. «Mi chiedo cosa sarebbe successo – ha aggiunto – se un governatore invece avesse tenuto i 60mila vaccini ricevuti in un freezer e non li avesse somministrati».

Oggi intanto è il primo giorno in cui la Campania torna zona gialla, secondo l’ultima ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza, come altre 15 Regioni. Un colore che De Luca non avrebbe rivoluto, preferendogli un arancione per tutti. Ma tant’è, anche i campani possono tornare ad una vita più partecipata all’esterno come già accaduto nella finestra di giovedì e venerdì scorsi prima del weekend arancione. Il numero uno di Palazzo Santa Lucia ha voluto far sentire ancora una volta la sua mano, emanando un atto di richiamo, una sorta di raccomandazione caldamente sentita rivolta agli esercenti che da stamattina potranno riaprire. Nel documento ufficiale viene ricordato che gli esercenti ed utenti dei servizi ed attività commerciali sono tenuti al rispetto delle fondamentali e generali norme di prevenzione sanitaria, consistenti nel distanziamento fisico, nel corretto e continuo utilizzo della mascherina e nell’igiene costante ed accurata delle mani, e alla stretta osservanza di ogni ulteriore comportamento di massima prudenza e responsabilità.

Nel richiamo si ricorda inoltre: che è fatto obbligo, per tutti gli esercizi commerciali, di esporre all’esterno del locale in maniera visibile il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente, sulla base dei vigenti protocolli di settore e Linee guida, e di rispettare detto numero massimo; che il consumo ai tavoli è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi; che, per pub, trattorie, pizzerie, vinerie, è fatto obbligo, tra l’altro: di indentificare almeno un soggetto per tavolo o per gruppo di avventori attraverso la rilevazione e conservazione dei dati di idoneo documento di identità; di rilevare la temperatura corporea all’ingresso, impedendo l’accesso in caso di temperatura uguale o superiore a 37,5 °C; infine che lo stesso protocollo prevede che il cliente potrà togliere la mascherina solo quando seduto al tavolo.

Commenti

Translate »