Calcio, i fratelli Cannavaro “sequestrati” in Qatar dopo l’eliminazione dalla Champions

Per liberare i fratelli Cannavaro ed il loro staff dalla prigionia che aveva imposto loro la società cinese, è dovuta intervenire l’Ambasciata italiana! Sì perché lo scorso dicembre il Guangzhou Evergrande, la squadra di Fabio e Paolo Cannavaro, è stato eliminato dalla Champions asiatica dallo storico rivale Jiangsu Suning. Dopo la sconfitta agli italiani è stato imposto di rimanere a Doha, città dove si è svolta la manifestazione e, se in un primo momento si era pensato ad un protocollo anti-covid, successivamente si è capito che questa era una forma di punizione per l’eliminazione dalla competizione. La conferma è avvenuta quando, dopo il periodo di 12 giorni di permanenza in Qatar, ai Cannavaro e allo staff è stato imposto anche di tornare in Cina piuttosto che Italia, senza una valida spiegazione. Qualcosa simile ad un sequestro che ha costretto l’Ambasciata italiana ad intervenire per liberare i malcapitati italiani. Da qualche tempo è in atto anche un braccio di ferro tra la società cinese e l’ex campione del mondo a causa delle dichiarazioni di ques’ultimo di voler allenare un club europeo e, dopo quanto è accaduto, c’è da pensare che il rapporto tra loro sia ai titoli di coda. Fabio ha iniziato la sua avventura da allenatore in Cina nel 2014, riuscendo a vincere e a imporre la propria personalità allo Guangzhou Evergrande. Il suo attuale contratto prevede una naturale scadenza nel 2023 e il  suo stipendio è intorno ai 15 milioni netti a stagione.

 

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