Battipaglia, brunch al Comune: dipendente positivo

Birre, cicchetti e pizze, il pranzo della sindaca con due politici e nove funzionari senza mascherina: uno di loro ha il Covid

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Battipaglia, brunch al Comune: dipendente positivo.

La festa è negli uffici pubblici del Comune di Battipaglia. Come in un allegro simposio greco o romano. Con la differenza che al posto del vino, che erano soliti consumare i commensali seduti intorno al tavolo, ci sono le pizze e le birre. Nel bel mezzo della pandemia, e di un’emergenza sanitaria che va avanti ormai da un anno, in barba alle regole che vietano assembramenti in luoghi pubblici e privati, il brunch – per dirla all’inglese – è servito sui tavoli dell’ufficio Tecnico di Battipaglia. Transeat l’utilizzo delle mascherine: dalle foto si potrebbe presupporre che i commensali l’avessero abbassata, o non la indossassero nemmeno, perché intenti a mangiare e bere.

Eppure l’immagine che ritrae i funzionari dell’Ente, la sindaca Cecilia Francese, il presidente del Consiglio comunale Francesco Falcone e l’assessore ai lavori pubblici Pietro Cerullo, seduti intorno a un tavolo a pochi centimetri di distanza e senza mascherine, non è del tutto positiva, soprattutto in una città che conta ben 18 decessi dall’inizio della pandemia e 219 persone attualmente contagiate. La tavola rossa, come nei ritrovi durante le feste natalizie, quelli che il Governo ha fortemente limitato nel 2020 per prevenire una terza ondata di contagi, e al centro pizze, birre, e pure un dipendente impegnato a versare allegramente quelli che, per usare un termine da “movida”, i giovani d’oggi chiamano cicchetti. Un rituale che sembrerebbe ripetersi un paio di volte a settimana. Il lunedì e il giovedì, nei giorni del rientro pomeridiano. Con l’aggravante del virus che potrebbe scatenare un contagio a catena.

Uno dei dipendenti comunali ritratti nella foto, infatti, è risultato positivo al Covid-19. Lunedì scorso, il funzionario dell’ufficio tecnico ha accusato i sintomi tipici del Coronavirus: febbre alta, quasi a 40. Ufficio Tecnico chiuso e personale in quarantena? Per adesso ancora no. La serrata d’uno degli uffici più importanti dell’Ente, quello che conta il maggior numero di dipendenti e che s’interfaccia quotidianamente sia con i cittadini che con gli altri settori, potrebbe mandare in tilt la macchina amministrativa. Richieste e pressioni da parte di altri dipendenti a Palazzo di Città non sono valse a nulla.

Gli uffici resteranno aperti, per ora. Nonostante l’esito del tampone d’uno dei commensali, il dipendente comunale, abbia dato il responso che nessuno sperava arrivasse: è positivo. Decine di persone, adesso, potrebbero finire in quarantena in attesa del test. Già nei mesi scorsi, diversi comunali sono risultati positivi al Covid-19. Ciononostante il Comune non è mai stato chiuso, se non per qualche, ora al fine di consentire le operazioni di sanificazione.

Un pasticcio che porta la firma degli amministratori battipagliesi, quelli sempre attenti a raccomandare l’utilizzo di mascherine, il divieto di assembramento, e il distanziamento sociale. Beccati in flagrante durante un brunch “abusivo”, senza mascherine e in sovrannumero rispetto alle indicazioni fornite dai recenti Dpcm. «Avevamo il rientro e ci siamo trattenuti per pranzo senza andare a casa. Stavamo consumando pane, mortadella e qualche fetta di pizza. Le mascherine? Non possiamo mica indossarle quando mangiamo», ha dichiarato la sindaca Cecilia Francese.

Una situazione che fa il paio con un altro problema lamentato da molti funzionari alle dipendenze dell’Ente: l’assenza di mascherine adeguate a prevenire il contagio, le famose Ffp2, quelle raccomandate fortemente dall’accademico e igienista Walter Ricciardi, e che dovrebbero essere usate in tutti gli ambienti chiusi di lavoro e sui mezzi pubblici. Una carenza che pesa ancor di più in relazione agli oltre 2.500 euro spesi dal Comune di Battipaglia per l’acquisto di quattro scanner per misurare la temperatura corporea. Troppi per alcuni dipendenti, se poi a mancare sono le mascherine Ffp2, molto più sicure rispetto a quelle standard, o chirurgiche che dir si voglia, e che a Palazzo di Città non sarebbero mai arrivate.

Fonte La Città di Salerno

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