Alessio Serretiello:” Al Gaslini una Sanità a “misura” d’uomo “

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    Una esperienza che ha segnato ,prima in modo negativo per la difficoltà di spostamento, poi in senso positivo la vita del dr. Alessio Serretiello, consigliere comunale di Vietri sul mare e di sua moglie Laura Caprio,neogenitori coinvolti nella nascita prematura dei loro figli gemelli in tempi di pandemia.Una avventura finita fortunatamente con un lieto fine ,in una situazione sanitaria caotica e “personalizzata” da molti politici,in tempi di COVID-19 ,in cui dopo i primi momenti di supporto a medici ed infermieri,sembrq che soprattutto qualche “politico” abbia dimenticato il grande lavoro e la abnegazione dei sanitari .Una storia quella di Alessio e Laura che apre una riflessione ,profonda sulla sanità,soprattutto campana ma che mette in risalto anchee e soprattutto il grande lavoro svolto da strutture ospedaliere “libere” da interferenze politiche .

    “Tutto è cominciato quando alla seconda visita il ginecologo si ferma e ci dice:”Vi devo sconvolgere, sono due.” Dopo i primi approfondimenti morfologici appuriamo che si tratta di gravidanza gemellare monocoriale (una placenta) e monoamniotica (un sacco amniotico), gravidanza abbastanza rara, con una incidenza di 1 su 100 tra le gravidanze monocoriali e ci viene detto che è una gravidanza ad alto rischio per l’alta probabilità di attorcigliamento dei cordoni ombelicali e che, per tali gravidanze, le linee guida mondiali prevedono un taglio cesareo elettivo a 32 settimane. Per cui su indicazione del ginecologo cominciamo a farci seguire da uno specialista in questo campo, meridionale ma che opera all’istituto” Giannina Gaslini” di Genova e da qui, dopo la prima confusione, la responsabilità di assumere una decisione legata alla gestione della gravidanza ma soprattutto della gestione della fase neonatale appurato che i bambini sarebbero nati prematuri, decidere quindi di lasciare per almeno tre mesi casa nel pieno di una pandemia globale che ha messo in ginocchio gran parte del sistema sanitario nazionale. Cominciamo così a consultare diversi professionisti medici e tutti univocamente ci indicano la strada di spostarci per il parto, soprattutto perché, se i bambini fossero nati a Salerno, non ci sarebbe stata garanzia di un posto nella TIN nello stesso presidio ospedaliero. Da qui, il 19 settembre, a 28 settimane di gestazione, con la prima bimba di due anni e mezzo al seguito, raggiungiamo Genova e facciamo il nostro ingresso all’istituto Giannina Gaslini. Qui abbiamo trovato un oasi di professionalità e serenità dove la seconda ondata di pandemia sembrava non esserci, cominciamo a fare tamponi settimanali, sia io che mia moglie, per poter accedere ai reparti sia di ginecologia ed ostetricia prima che in patologia neonatale dopo la nascita dei piccoli Gino e Christian il 15 Ottobre, infatti, quando sentivo di file chiilometriche per eseguire un tampone e tempi biblici per gli esiti mi sembrava una cosa strana così come le notizie di chiusure di reparti interi per episodi di contagio del personale Ricordo che un giorno, durante il periodo dei bimbi in TIN, il medico ci comunicò che una infermiera che assisteva uno dei miri figlii era risultata positiva al covid-19. Personalmente non me ne ero neanche accorto perché nell’arco di qualche ora, dopo gli accertamenti massivi a tutto il personale sanitario tutto era proseguito normalmente. Abbiamo potuto assistere i nostri bambini da subito, accedendo alla TIN, tenendoli in braccio e coccolandoli, altrove in questo periodo è impossibile, ed ora siamo pronti per ritornare nella nostra provincia e già dai primi contatti nelle strutture ospedaliere avvertiamo la differenza rispetto gestione sanitaria che abbiamo vissuto a Genova, in Campania ancora accessi limitati e impossibilità di accedere alle visite ambulatoriali dall’esterno anche per i programmi di follow-up di prassi. Al Gaslini la mattina si facevano regolarmente le visite ambulatoriali, ti presentavi con l’impegnativa al drive in, facevi il tampone e, se negativo, accedevi tranquillamente all’ospedale e accedevi alla prestazione. Da questa esperienza, fortunatamente felice per come è andata, abbiamo appreso una cosa forse banale ma sostanziale. La pandemia e’ uguale ovunque ed i medici ed il personale sanitario italiano è ovunque adeguato e capace, basta pensare che al Gaslini siamo stati seguiti da medici ed infermieri campani, salernitani e di altre zone del sud Italia, ciò che fa la differenza, in particolar modo in tempi di pandemia è la gestione e organizzazione sanitaria. E ciò che rende, posti come l’istituto Gaslini, eccellenze italiane uniche.” I neogenitori hanno voluto ringraziare i sanitari del “G.Gaslini” di Genova con un’opera ceramica,della Ceramica” Deadalus”  che rappresenta il futuro e la speranza di chi spera ancora in un paese migliore .

    Antonio Di Giovanni

     

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