27 gennaio viaggio tra memoria e teatralità

Ravello, Costiera amalfitana di Patrizia Porzio
Il 27 gennaio Giorno della Memoria non è solo una semplice ricorrenza ma un momento di profonda riflessione di un evento storico di una drammaticità e atrocità senza precedenti.
Il 27 del 1945 la 60esima armata dell’esercito sovietico abbattè i cancelli di Auschwitz, campo di concentramento simbolo della deportazione e dello sterminio del popolo ebraico.
Quando la 60esima armata dell’esercito sovietico arrivò al campo principale di Auschwitz, intorno alle 3 di pomeriggio, e dopo una battaglia in cui persero la vita più di 200 sovietici, si trovò davanti uno scenario desolante. Circa 9.000 prigionieri, i più deboli e ammalati, erano stati lasciati indietro: 600 di loro erano già morti.
Il 20 luglio del 2000 in Italia è stata approvata la legge numero 211. Questa legge istituisce ogni 27 gennaio il “Giorno della Memoria”: una commemorazione pubblica non soltanto della shoah, ma anche delle leggi razziali, di tutti gli italiani, ebrei e non, che sono stati uccisi, deportati ed imprigionati, e di tutti coloro che si sono opposti alla ‘soluzione finale’ voluta dai nazisti, spesso rischiando la vita.
Questa legge prevede l’organizzazione di eventi commemorativi e di riflessione, rivolti in particolare modo ai più giovani con una campagna di un’ampia sensibilizzazione didattica e culturale
L’obiettivo è quello di non dimenticare mai questo momento drammatico del nostro passato di italiani ed europei, affinché, come dice la stessa legge “simili eventi non possano mai più accadere”.
Una delle iniziative simbolo di questo 2021 è quella del Teatro Piccolo di Milano dove è stata ricostruita la stanza nella quale Anne Frank scriveva il suo diario. Una riproduzione fedele nei minimi dettagli dove l’unica assenza tangibile è quella emozionale.
“Anne Frank Vite parallele” è il titolo del docu-film girato in questo ambiente suggestivo e set-teatrale.
A guidare questo viaggio nella breve vita di Anne Frank il premio Oscar Helen Mirren che abita la stanza della adolescente e legge il suo diario. Dall’altra Katerine, una ragazza e il suo cellulare, che percorre a ritroso le tappe di quella storia tremenda di morte, tappe europee della memoria, incontra le testimoni della Shoa e scrive anche lei un diario fatto di hashtag e sms. Diario di un viaggio che la porterà di luogo in luogo fino alla stanza di Anne.
“#AnneFrank. Vite parallele” rappresenta un atto di resistenza culturale ma anche un modo per accendere una luce durante periodi bui e per richiamare l’attenzione sull’importanza del Teatro in Italia in questo momento di isolamento.

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