Serie A, Agenzia delle Entrate stop agli sconti fiscali.

Il Governo deve attuare il Decreto crescita, che al momento sembra bloccato da una circolare emanata dall’Agenzia delle Entrate. Cosa sta succedendo? Senza gli sconti fiscali previsti dal Governo a favore dei club (fino al 50%) diventa a serio rischio la permanenza di molti top player in Serie A.

Non è dei più graditi il regalo che i club hanno trovato sotto l’albero, gentile omaggio dell’Agenzia delle Entrate. La circolare ha il numero 33 ed è stata pubblicata ieri. Chiunque può scaricarla dal sito dell’Agenzia se abbia voglia di addentrarsi nella prosa burocratica, per una volta comprensibile

La Serie A rischia di ricevere il classico schiaffo in faccia dal Governo: il tanto atteso sconto fiscale derivante dal Decreto Crescita potrebbe non arrivare per il massimo campionato, obbligando i club a non poter usufruire del 50% di sgravo da attuare sugli stipendi dei giocatori. Per le società, dunque, un problema economico non da poco in un momento in cui è difficilmente sostenibile la spesa attuale. Per la Lega c’era già il benestare all’attuazione dello sconto ma se non verrà emanato il decreto non si potrà attuare.

La notizia è arrivata nella tarda serata di lunedì 28 dicembre, attraverso una indiscrezione poi diventata conferma, da parte del ‘Sole 24 ore’ che ha spiegato come una circolare delle Entrate abbia al momento bloccato gli effetti del decreto crescita per i calciatori.  Il tutto fino all’emanazione del decreto attuativo sul quale il Governo deve lavorare a marce forzate perché, in caso contrario, diversi top player del campionato italiano potrebbero anche pensare di andar via o accordarsi con altri club esteri nella finestra di mercato di gennaio.

Se le società di calcio non potranno permettersi stipendi adeguati, grazie agli sgravi fiscali, diversi giocatori potrebbero avere via libera per scegliere opzioni estere con club pronti ad offrire loro di più. Un rischio che da latente diventerebbe reale se durante la prossima sessione di trattative, a gennaio, non sarà possibile usufruire del decreto crescita, che prevede sconti fiscali al 50%.

Il punto focale, e che rischia di trasformarsi in un clamoros0 boomerang economico per molti top team, è che proprio sul Decreto diversi club hanno sottoscritto diversi accordi con i giocatori, ‘giocandosi’ la carta delle agevolazioni promesse dal Governo. Che se non arriveranno nei prossimi giorni e verranno attuate potrebbero portar anche alla risoluzione di accordi economici altrimenti insostenibili per le società.Nel frattempo, quale potrebbe essere l’impatto economico di questa sgradevole strenna natalizia? Naturalmente non tutti i club saranno colpiti nella stessa misura: dipende dagli ingaggi che pagano a calciatori provenienti dall’estero e ingaggiati dopo il 30 aprile 2019 (data di entrata in vigore del decreto). Per la Juventus l’impatto potrebbe aggirarsi sui 5,5 milioni, avendo usufruito degli sgravi con gli ingaggi di De Ligt (7,5 milioni netti), Rabiot (7), Danilo (4), Ramsey (7). Per il Milan circa 5 milioni per Leao (1,4), Ibrahimovic (7), Duarte (1), Rebic (3,5), Kjaer (1,2), Saelemaekers (0,8). Potrebbe essere molto più colpita l’Inter, che grazie al Decreto Crescita ha potuto risparmiare su ingaggi pesanti come Lukaku (7,5), Eriksen (7,5) e Hakimi (5): per la società nerazzurra il conto si aggirerebbe sui 10 milioni. La Roma potrebbe subire un impatto di 3 milioni per Mikhitarian (3,5), Pedro (3), Smalling (3,8),

fonte:fanpage.it

 

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