Sapri una piccola Venezia nel Cilento

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PIU’ CHE PROPOSTA , UN AUSPICIO
SAPRI UNA PICCOLA VENEZIA

Salerno, Cilento, Campania
Che sogno! Basterebbe liberare dalle tombature i canali, o valloni che siano, le strade di Sapri..

Purtroppo, forse nell’Ottocento dopo la visita di Carlo Pisacane che ne fece un’attrazione turistica, si sentì l’esigenza di ampliare il paese , andare più lesti e comodamente . Si tracciò quindi la nuova via di Corso Italia, tagliando il paese lungo la costa, costringendo i molteplici valloni in tombature strette e prolungate, che esondano puntualmente , creano danni e spese per i privati cittadini e il comune. Quelle tavole di legno o ferro alla base degli usci e delle saracinesche rappresentano l’estrema difesa da l’acqua esondata.

Basta osservare nella foto dal satellite di Sapri, pubblicata da Amalia Bevilacqua, per accorgersi quanti canaloni (segnati in blu) scendono dalle colline sfociando a mare. Tutti tombati, naturalmente con l’espansione moderna della città.

Ma torniamo all’auspicio: eliminare per prima cosa Corso Italia dal traffico auto, liberando le tombature del corso naturale dei valloni. Realizzare su di essi ponti (possibilmente belli) a schiena d’asino . Stessa operazione “ valloni liberi” su ogni strada parallela a l’ex Corso Italia, creando così una rete di ponti per gli spostamenti a piedi o in bicicletta. Qui gli architetti possono sbizzarrirsi ad essere creativi, ispirandosi alla bella Venezia.

Un cartellone di ferro, affisso al muro di un palazzo prima di entrare nel centro antico del paese, riporta il benvenuto o meglio l’avvertenza, come si usava una volta, di essere arrivati a Sapri. Questa strada doveva essere, a mio avviso, la statale che conduceva a Nord e Sud.

Allora ridiamo alla statale il suo tracciato originale, che doveva essere lungo l’attuale via Kennedy , facendola attraversare i valloni con ampi viadotti per sostenere il traffico meccanico e permettendo all’acqua meteorica di scorrere con facilità fino a mare.

Chi sa se un lungimirante futuro sindaco saprese realizzerà, per passare alla Storia, questo mio sogno ricorrente.
Paolo Abbate

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