Salerno. Villa Chiarugi, scatta un nuovo allarme, 33 donne positive: «Solo 2 hanno sintomi»

Più informazioni su

Salerno. Villa Chiarugi, scatta un nuovo allarme, 33 donne positive: «Solo 2 hanno sintomi». In controtendenza con i dati sui nuovi casi di positività che riflettono, a livello provinciale, ma anche regionale, una sostanziale flessione della curva dei contagi, a Nocera Inferiore scatta un nuovo allarme: un cluster a Villa Chiarugi. Sono ben 33 i positivi accertati tra i pazienti ricoverati nell’istituto di cura per pazienti psichiatrici di via Atzori. Sono tutte donne, tutte asintomatiche, tranne due. Ulteriori contagi che si aggiungono ai sette positivi accertati due mesi fa e ricoverati in isolamento in un’ala della struttura, con accesso autonomo, appositamente attrezzata per pazienti Covid. I vertici della struttura si sono attivati tempestivamente per gestire i nuovi positivi, che sono stati ovviamente isolati dai pazienti non Covid. «Trattandosi di tutte pazienti donne – ha spiegato il direttore sanitario di Villa Chiarugi Alfonso Giordano – le abbiamo trasferite in uno stesso reparto, che è ovviamente isolato dagli altri pazienti, assegnando loro personale debitamente attrezzato per la gestione degli infetti. Al momento la situazione è sotto controllo». Nessun collegamento con i contagi di due mesi fa. «L’ala dell’edificio che era stata attrezzata in quella circostanza per ospitare i sette pazienti covid – conferma Giordano – è del tutto autonoma. È impossibile che il virus sia arrivato da lì». Le 33 pazienti che hanno contratto il virus sono costantemente monitorate. «Ho informato il dipartimento di prevenzione dell’Asl che ha provveduto ad effettuare i tamponi a tutti i pazienti ricoverati e al personale. Sono stati inoltre attivati anche i medici dell’Usca di Nocera Inferiore che ci stanno dando una grande mano per assistere in modo appropriato le nuove positive».
L’ALTRO FRONTE Spostandoci a Scafati, è scontro politico sulle attività dell’Usca. La deputata M5S Virginia Villani interviene per rivendicare «l’attivazione di un’Usca dedicata nel territorio di Scafati». «Ho scritto ai vertici della Regione Campania e a quelli dell’Asl Salerno – scrive in una nota – per chiedere con urgenza l’attivazione di questo servizio anche sul territorio scafatese con un adeguato numero di medici e infermieri». In realtà l’Usca è un’entità distrettuale che ha una sede ad Angri ed un’altra «satellite» già attiva nell’ex Polverificio borbonico di Scafati. Contattato per un chiarimento, il direttore del distretto sanitario 61 Pio Vecchione conferma questo passaggio, precisando che a Scafati l’Usca c’è, con sette medici e quattro infermieri assegnati che operano presso la struttura di via Passanti per effettuare tamponi in modalità drive-in e garantire assistenza domiciliare ai pazienti positivi segnalati dai medici di base. La Villani, sempre per Scafati, denuncia presunte criticità nelle suddette attività. «Vi sono molte difficoltà nella gestione dell’elevato numero di pazienti di questi territori. Molte – scrive ancora la deputata grillina – sono persone, asintomatiche o con sintomi lievi che vanno comunque monitorate, che richiedono cure costanti come visite domiciliari e un’organizzazione per i tamponi di controllo». Dura la replica del sindaco Cristoforo Salvati. «Quando c’è di mezzo la salute, la politica dovrebbe avere la decenza di evitare strumentalizzazioni. La sede Usca a Scafati c’è, eccome, e gli operatori, a cui va il nostro ringraziamento, stanno svolgendo un lavoro encomiabile. Oggi, a Scafati, le richieste inviate tramite mail all’Usca sono processate nell’arco di due giorni. Chi fa richiesta, viene contattato nel giro di 48 ore e fa il tampone dopo due giorni. Ho avuto modo di constatarlo anche io come paziente. Ci sono inoltre 18 pazienti assistiti a domicilio dai medici dell’Usca. Si può sempre migliorare, è ovvio, soprattutto per il tracciamento dei contatti e, rispetto a tale attività, è stata assegnata una nuova unità al dipartimento di prevenzione, ma credo che in un momento difficile per le comunità bisogna creare sinergie istituzionali e non cercare facili applausi soffiando vento sul fuoco solo per accaparrarsi facili consensi».

Fonte Il Mattino

Più informazioni su

Commenti

Translate »