Salerno. Lockdown, spariti 7 pendolari su 10: aziende trasporti in crisi

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Salerno. Lockdown, spariti 7 pendolari su 10: aziende trasporti in crisi. Il costo dell’istituzione della zona rossa, in termini di passeggeri trasportati, è pesante per le aziende di trasporto pubblico locale della provincia di Salerno. Le scuole chiuse, la spinta data al lavoro agile negli uffici pubblici e in determinati reparti anche delle aziende private, hanno ridotto drasticamente il numero di persone che, quotidianamente, si trovano alle fermate dei bus. E, se da un lato, le aziende continuano comunque a ricevere i corrispettivi regionali per il servizio al 100%, dall’altro lato la voce dei bilanci relativi alle entrate da titoli di viaggio e da abbonamento registra un rosso significativo. Questo perché, dalla seconda metà di novembre, a prendere un bus della Sita Sud o di Busitalia Campania c’è stato solo il 30% della consueta media di frequentazione. Come a dire che sette pendolari su dieci non viaggiano più a bordo dei pullman. Un calo simile si ebbe già nei mesi di lockdown totale, quando tutte le aziende e tutte le scuole furono chiuse per lo scoppio della prima pandemia. Poi, piano piano, la ripresa dell’utilizzo dei mezzi, fino ad arrivare alle scene di sovraffollamento che hanno accompagnato i giorni di apertura delle scuole. Adesso il problema è duplice: non solo i mezzi viaggiano praticamente semivuoti, ma c’è una parallela riduzione del servizio di circa il 40% che ha diradato le frequenze delle corse e che sta causando maggiori attese alle fermate per le persone – poche – che devono prendere gli autobus.
IL «MATERASSO» Una situazione, dunque, paradossale, a cui si aggiunge un ulteriore elemento. Le aziende di trasporto, fino ad ora, contavano su un materasso che avrebbe potuto, in ogni caso, ammortizzare il generale e diffuso calo delle entrate da traffico, e cioè il ristoro previsto a livello nazionale dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. E cioè i 300 milioni di euro a livello nazionale – circa 5 a livello provinciale – vincolati, però, dall’utilizzo da parte delle aziende di trasporto, delle ditte di noleggio con conducente per effettuare i servizi aggiuntivi legati alle scuole. E ai necessari raddoppi delle corse delle ore di punta, e cioè ingresso e uscita. Il limite temporale per l’utilizzo, da parte delle aziende di trasporto, delle ditte di noleggio in aiuto è, infatti, il prossimo 31 dicembre. Ma, a Salerno come del resto della penisola dove ci sono scuole chiuse e forte riduzione della mobilità, nessuna azienda ha potuto avviare e mettere in pratica alcun accordo di collaborazione con ditte di noleggio. Tenendo, di fatto, bloccata anche la parte di fondo destinata, invece, alla copertura delle perdite. Serve, dunque, un decreto interministeriale – del ministero delle Infrastrutture e di quello dell’Economia – che consenta di ripartire le risorse che non sono state ancora usate, proprio per questo motivo. «Siamo molto preoccupati per la tenuta economica post Covid delle società di trasporto – dice al riguardo Gerardo Arpino, segretario provinciale Filt Cgil – bisogna recuperare nel minor tempo possibile tutte le risorse economiche non usate in favore degli equilibri aziendali». Parallelamente, però, per il sindacalista «occorre anche riattivare sin da subito il tavolo tecnico in Prefettura, con istituzioni e aziende del territorio per regolare già da adesso il servizio di trasporto che servirà alla riapertura delle scuole. Con l’obiettivo principale di organizzare tutto nella massima sicurezza, dei pendolari e dei conducenti. Bisogna approfittare adesso, di questo momento di parziale stasi, per essere poi pronti quando le scuole torneranno ad essere frequentate».

Fonte Il Mattino

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