Ravello: il ricordo di Antonio Amato di Secondo Amalfitano

Ravello. Il ricordo che Secondo Amalfitano dedica alla memoria di Antonio Amato.

Ho avuto la fortuna e il privilegio di ritrovarmi spesso come compagno di viaggio Mast’Antonio, o Antonio e’ mastu Ciccio. Non era difficile imbattersi in lui perché in qualunque azione, iniziativa o opera che avesse Ravello come fine o obiettivo, ti toccava stare gomito a gomito con Antonio Amato.
Credo che Antonio possa essere a pieno titolo definito “uno degli interpreti più autentici della RAVELLESITÀ”; amore per il suo paese, passione e una profonda onestà, costituivano il suo DNA.
Un figlio autentico di questa terra ricca di storia e bellezza che egli si portava dentro come bagaglio culturale e come lievito della sua arte e del suo lavoro quotidiano.
Con lui sono stato amministratore comunale, organizzatore di centinaia di eventi culturali e turistici, compagno di goliardiche Avventure dove amicizia e allegria si fondevano con magica intesa e complicità, cantavamo nello stesso coro finanche a Scala; infine è stato mio sostenitore fra i più accaniti e fedeli .
Credo che in pochi possono vantare tanta generosità verso il paese natio per il quale Antonio ha sacrificato anche i suoi interessi; allorquando l’allora sindaco Salvatore Sorrentino propose Antonio quale membro della Commissione Edilizia Comunale, io, inesperto e giovane Consigliere Comunale, manifestai qualche perplessità perché Antonio era imprenditore edile e, quindi, si sarebbe potuto trovare in momenti di conflitto di interessi; mai pensiero fu tanto sbagliato: in non poche occasioni vidi Antonio votare contro progetti che coinvolgevano suoi clienti abituali.
Persona bella Antonio, tanto bella da farsi perdonare anche il suo carattere schietto fino al rozzo; di sicuro le cose non te le mandava a dire e, soprattutto, non te le diceva alle spalle. Si proprio una bella figura!
Non voglio scrivere qui il necrologio di Antonio Amato, non è il caso, non c’è spazio e tempo a sufficienza, non serve; ritengo solo giusto rendere omaggio ad un amico che molto mi ha insegnato e ancora di più mi ha dato., e dire ai suoi figli: avete avuto un grande padre .
Sarebbe però il caso che chi si occupa di cultura e storia locale, come hobby o come dovere istituzionale, dia vita ad ogni opportuna iniziativa per raccogliere e studiare le tappe e le vicende salienti della vita di persone come Antonio. È cosa buona e giusta che le nuove generazioni e quelle future sappiano che alcuni loro concittadini sono stati più Ravellesi di altri, esattamente come Antonio e mastu Ciccio, figlio d’arte.
Caro Antonio grazie per avermi onorato della tua amicizia e per quello che hai fatto per il nostro Paese, di sicuro non te ne starai con le mani in mano neppure nel paradiso che Oggi ti ha aperto le porte, magari starai già facendo notare al buon Dio che il Portale che hai appena attraversato necessita di un tuo intervento per sistemare qualche tufo sconnesso, e mi piace immaginare che durante i lavori di restauro che eseguirai, a farti da severi ispettori e censori, ci saranno i nostri padri e antenati; guardati intorno di sicuro scorgerai anche Lord Grimthorpe, Francis Nevile Reid, Nicola Mansi, e tuo padre che con orgoglio dirà a tutti: Guagliù chill è figlio a me.

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