Perforazioni petrolifere possibili, il regalo di Capodanno dal decreto Milleproroghe. A rischio di nuovo la Costiera amalfitana?

Il decreto Milleproroghe rappresenta da tempo l’ultimo regalo di fine anno dei Governi. Noto per essere definito decreto omnibus, si tratta di un calderone in cui si trovano proroghe, posticipi ma capita anche che i ministri ne approfittino per rimettere in campo vecchie proposte di leggi o riforme mai approvate, scrive Roberto Greco su Wordnews, sito di informazione .

Ci chiediamo se sia a rischio di nuovo la Costiera amalfitana? E’ ancora vivo il ricordo delle battaglie in Costa d’ Amalfi contro le perforazioni petrolifere previste dalla Elf a Capodorso che , incredibile ma vero, aveva ottenuto al concessione dal Governo. Ebbene pare che vi sia questa presenza dell'”oro nero” in questa zona della Campania il golfo di Salerno, ma a rischio sarebbe il nostro vero “oro” il turismo.  Noi di Positanonews abbiamo promesso di avere la massima attenzione e quindi monitoriamo anche il web per questo.

Ancora una volta il Governo dice “no” al blocco delle trivellazioni, continua a scrivere Roberto Greco .  Il Governo ha bocciato la proposta che prevedeva dal 2021 lo stop alle concessioni di ricerca di idrocarburi in tutto il territorio nazionale. L’emendamento non è entrato nel testo ufficiale del decreto Milleproroghe approvato dal Consiglio dei ministri.

La bufera sullo stop alle concessioni era scoppiata già l’anno scorso con il primo governo retto da Giuseppe Conte e la norma è ricomparsa nella bozza del decreto Milleproroghe per l’anno 2021.

Ancora una volta, però, il Consiglio dei ministri ha bocciato l’emendamento, ufficialmente per estraneità di materia.

In pratica il piano dei permessi per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi continuerà ad essere finanziato come prima. Nonostante l’Italia sia un paese che estrae ben poche risorse fossili, ancora oggi si contano centinaia di relitti di piattaforme petrolifere nei mari italiani che vengono finanziate grazie a questi larghi incentivi.

Da un lato il blocco delle trivelle porterebbe segni tangibili nei nostri mari, ma dall’altro c’è chi ritiene che il taglio al settore dell’estrazione di olii e gas porterebbe a rilevanti licenziamenti di personale. Le organizzazioni sindacali sono scettiche al riguardo e ribadiscono che non è mai stato presentato un grande piano pubblico alternativo da parte delle diverse compagini politiche. Il piano per la ricerca sostenibile presentato un anno fa da Davide Crippa, sottosegretario al Mise, non era riuscito a convincere le diverse associazioni ambientaliste che chiedevano interventi maggiori e più incisivi.

I tempi, oggi, non sono gli stessi dello scorso anno perchè questa volta il governo deve fare i conti con il 37% dei fondi Next Generation UE che finanzierà direttamente gli obiettivi del Green deal europeo, fondi che l’Italia dovrà spendere secondo i requisiti fissati dalla Commissione. Risulta evidente che la conferma dei permessi sulle trivellazioni in mare non sarebbe coerente con il piano degli investimenti per l’ambiente previsto per i prossimi mesi.

Il Milleproroghe interviene su tutti i principali dossier incastrati nella politica industriale del Paese: autostrade, con sei mesi in più per la definizione dei piani tariffari, Alitalia, con uno slittamento dei termini per la restituzione del prestito da 400 milioni alla compagnia di bandiera, e ora anche Ilva, con la proroga a tutto il 2021 per l’integrazione della Cigs (19 milioni).

Sono confermati i pedaggi autostradali congelati fino a luglio 2021 e il blocco degli sfratti.

Prorogati anche i provvedimenti riguardanti il potenziamento dei servizi sanitari, la permanenza in servizio del personale sanitario, le disposizioni straordinarie per la produzione di mascherine e Dpi e l’abilitazione professionale.

Tra le norme c’è anche l’allungamento fino al 31 marzo delle norme emergenziali del diritto societario per la gestione delle assemblee in tempi di Covid. Un anno in più è poi concesso ai soggetti legati al sistema tessera sanitaria per l’invio quotidiano in via telematica dei corrispettivi giornalieri per la costruzione delle dichiarazioni precompilate. Nel testo troviamo anche i «cinemabond», ossia la possibilità per l’Istituto Luce di trasformarsi in società per azioni ed emettere strumenti finanziari sui mercati regolamentati.

All’interno del decreto i due capitoli più ricchi riguardano le norme emergenziali, a partire dall’operatività del commissario Arcuri, che vengono estese in blocco fino al 31 marzo, e quelle per la Pubblica amministrazione, dalle stabilizzazioni ai concorsi fino agli obblighi di trasparenza dei dirigenti.

Non troveremo però, sul terreno dei tributi locali, la proroga dell’entrata in vigore del nuovo canone unico patrimoniale che sostituirà dal 1° gennaio le entrate attuali sull’occupazione del suolo pubblico e l’imposta sulla pubblicità che ha trovato l’opposizione del ministero dell’Economia nonostante fosse chiesta a gran voce dai sindaci che nella stragrande maggioranza non sono riusciti fin qui a definire i regolamenti della nuova entrata.

Due sono gli interventi principali per garantire l’operatività di banche e assicurazioni inglesi in Italia anche dopo la Brexit. Il primo sposta a fine giugno il termine inizialmente previsto per il 3 gennaio 2021 entro il quale banche e assicurazioni extra-Ue possono continuare la loro attività. Il secondo costruisce un periodo ponte, limitato alla gestione dei rapporti esistenti che non possono cadere da un giorno all’altro, fra la richiesta di autorizzazione e il via libera delle Autorità di regolazione.

Nel periodo ponte le assicurazioni inglesi in Italia non potranno arruolare nuovi clienti né rinnovare i contratti in corso.

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