Non solo Ferlaino dal murales per Maradona a Napoli dimenticato anche Achille Lauro, il commento del nipote che ha casa a Positano

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Non solo Ferlaino dal murales per Maradona a Napoli dimenticato anche Achille Lauro, il commento del nipote che ha casa a Positano. Il nostro concittadino della perla della Costiera amalfitana, nipote e omonimo di Achille Lauro, su cui ha scritto un libro, intervistato Gianluca Agata sul quotidiano della Campania Il Mattino
Spesso la pezza a colori è peggio dell’errore commesso. E così quando Aurelio De Laurentiis, presentando il murales della stazione Eav della mostra d’Oltremare, oggi Mostra – Diego Armando Maradona, si rammarica che non sia stata inserita l’immagine di Ferlaino chiedendo a gran voce agli ideatori di correggere l’errore, Achille Lauro, nipote del Comandante, presidente del Napoli in due riprese dal 1936 al 1969, fa letteralmente un salto sulla sedia. «Rispetto De Laurentiis ma sono deluso e stupito».
Come mai?
«Già non capivo come gli organizzatori potessero aver dimenticato mio nonno, Achille Lauro, però sentir dire che De Laurentiis intercederà per il solo Ferlaino mi addolora ancor di più».
Che rapporto ha con il produttore cinematografico?
«Lo stimo moltissimo. Non dimentichiamo che eravamo in serie C. Ha preso una squadra fallita e l’ha portata lì dove meritava di essere. Per questo credo che manderò un messaggio sottolineandogli il doppio errore, anche se non credo che l’assenza di mio nonno dal murales dipenda da lui. Vorrei capire chi è l’autore di questa dimenticanza».
Intanto Lauro è stato dimenticato.
«Addolora dirlo. Si dimentica parte della storia della città. Non solo del Napoli calcio. Il Sindaco De Magistris mi promise che avrebbe dedicato a Lauro una piazza o una strada all’altezza. Promesse vane. Ora questa seconda delusione».
Anche se non dipende dal Comune
«Credo che Lauro ai napoletani abbia lasciato un ricordo indelebile in anni non meno difficili di questi in una città che pur essendo uscita dalla guerra non ne aveva perso il ricordo».
Cosa è stato Lauro presidente per Napoli?
«Ha preso una squadra costruita sulla carta da Roberto Fiore ma finanziariamente è stato lui che ha concluso le operazioni più importanti perché ci volevano soldi».
Tipo?
«Sivori, Jeppson, Altafini. Parliamo di Sivori, ad esempio».
Parliamone
«Dopo aver rotto con la Juve per l’arrivo di Herrera, Agnelli aveva destinato Sivori al Varese. Ma l’avvocato aveva bisogno di forniture navali e mio nonno gli fece cambiare idea. Così l’argentino riuscì a giocare al San Paolo. E ancora Jeppson, il più grande colpo della storia del calcio negli anni 50. Non lo dico io, lo dicono tutti i commentatori di calcio. L’operazione Maradona è venuta tantissimi anni dopo. Mio nonno è stato l’antesignano grazie ai suoi investimenti. Presidente in due riprese, negli anni del fascismo gli fu imposto nel 1936 di rilevare il Napoli. Rimise a posto il bilancio prima di cederlo a Gaetano del Pezzo nel 1940. Poi dal 1952 al 1969 è stato presidente e proprietario della squadra. Solo nel 1969 la cedette a Ferlaino. In verità si dovrebbe parlare anche di Gioacchino, mio padre che nella stagione 1967/1968 raggiunse il secondo posto in campionato».
Che ricordo ha di suo nonno?
«È morto nel 1982 quando io avevo 28 anni. È stato il più grande imprenditore che il meridione abbia avuto. Non dimentichiamo che era un uomo dell’ottocento, nato nel 1887. Ricordo le sue doti di coraggio, intuito felino per gli affari la capacità di scrutare nell’animo del suo interlocutore. Alla fine degli anni trenta aveva una flotta di 57 navi di proprietà, credo fosse una delle più grandi al mondo. Una potenza riconosciuta a livello mondiale. Sul letto di morte, però, chiedeva insistentemente all’infermiera di somministrargli il veleno perché non riusciva a sopportare il fallimento della sua società».
Questo Murales ha dimenticato tanti nomi, anche quelli di Ascarelli, Fiore, oltre che Lauro.
«Si, ma bisogna anche essere obiettivi. Con Ascarelli parliamo di un calcio lontanissimo. Ricordare Fiore significa ricordare gli investimenti di mio nonno alla base del Napoli da lui costruito. Ferlaino ci ha fatto vincere gli scudetti ma è anche chi ha consegnato il Napoli a chi l’ha fatto successivamente fallire. Omettere il nome di Lauro da quella galleria significa commettere un errore gravissimo».
Come rimediare?
«Scriverò a De Laurentiis, spero di vedere anche Lauro su quel murales, Napoli glielo deve».

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