Natale in Casa Cupiello: attori stellari, ma sui social fioccano critiche. L’analisi di Giuseppe Rispoli da Positano

Durante la serata di ieri, martedì 22 dicembre, è andata in onda su Rai 1 la rivisitazione di Natale in Casa Cupiello. Perla per i napoletani e non, la commedia di Eduardo De Filippo rimarrà nella storia, così come tutte le reinterpretazioni. Sergio Castellitto non si smentisce mai, la sua professionalità non delude, eppure sui social continuano a fioccare critiche all’indomani della prima visione dell’opera di De Filippo.

Al di là dei meriti del regista Edoardo De Angelis e dell’impegno di attori del calibro di Sergio Castellitto Marina Confalone, in molti hanno criticato diversi aspetti. In primis, lo “stravolgimento” del personaggio principale, quello di Luca Cupiello: una trasformazione da padre di famiglia ma eterno bambino a uomo autoritario e alle prese con continui “scatti d’ira” come li ha definiti qualcuno in rete. Non è piaciuto neanche il personaggio di Paqsualino, fratello di Luca: anche qui si è registrato uno stravolgimento che non è piaciuto al pubblico. In tanti invece hanno apprezzato l’interpretazione di Pina Turco nei panni di Ninuccia, figlia di Luca.

Tra i numerosi post di critica, riportiamo il commento ricco di professionalità da parte dell’attore positanese Giuseppe Rispoli, che nella sua dettagliata analisi dice:

Premetto che la drammaturgia di Eduardo è perfetta. Infatti, in un evento per i 100 anni di Eduardo quando vennero attori da tutte le parti del mondo a recitare qualcosa di Eduardo, russi, inglesi, marocchini, portoghesi, ecc, sentivi che ti arrivava perfettamente anche in altre lingue, nonostante la traduzione. Detto questo Natale in casa Cupiello: io non cercavo Eduardo e Pupella redivivi interpretare Lucariello e Concetta ma Castellitto bravissimo attore ha sbagliato il personaggio. Lucariello è tenero come un nonno e bambino nello stesso tempo come diceva il monologo del dottore che Eduardo aggiunse in un secondo momento che viene sempre tagliato. In quel monologo c’è la spiegazione di come dovrebbe essere interpretato Lucariello. Nella scena e nei costumi bellissimi tra l’altro c’è poca povertà un’altro grande ruolo importante che si evince solo da una parete terremotata che uno si chiede perché visto che hai una tavola apparecchiata impeccabile. La fame un’altra assente ingiustificata. La fame e la povertà sono personaggi immancabili in un testo del genere.

Bravissimo Adriano Pantaleo che ha svecchiato Tommasino ma funzionano poco le scene comiche. Brava la Confalone ma il gesto di accarezzare Tommasino quando fanno i tre Magi è sbagliatissimo e altre aggiunte tipo l’approccio di Lucariello all’inizio è imbarazzante. E poi non serve la neve per dimostrare che fa freddo perché il freddo di cui parla Eduardo è quel famoso “gelo” dei sentimenti che abita da un po’ di tempo in quella casa. Tante battute comiche si perdono. Il finale con tutti i vicini è cupo, accennato. Detto questo Eduardo è immenso e bisogna continuare a farlo anche sbagliando.

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