Napoli. L’ira dei commercianti e ristoratori dopo la beffa di De Luca con blocco stradale “Non alla zona arancione”

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    Un blocco stradale è in corso sul lungomare di Napoli, nella zona di piazza Vittoria, da parte di alcune decine di ristoratori e pizzaioli che contestano la decisione del governatore De Luca di mantenere la Campania in fascia arancione anziché in quella gialla. L’allentamento delle restrizioni a partire da domani era ampiamente atteso, e ieri è stato confermato dal ministero della Salute, cosa che – spiegano i manifestanti – aveva spinto molti ad approvvigionarsi di derrate per i quattro giorni di riapertura possibili fino alla nuova zona rossa nazionale. Derrate che ora risulteranno inutili e in gran parte deperibili.

    Sul posto i carabinieri. Per il momento la situazione è tranquilla, a eccezione delle ripercussioni sul traffico in un pomeriggio di mobilità particolarmente intensa a causa dello shopping.
    Ristoratori e commercianti hanno bloccato piazza Vittoria e il Lungomare, si ribellano alla decisione del presidente della Regione Vincenzo De Luca di mantenere la Campania in zona arancione. Speravano di tamponare le perdite nei giorni di zona gialla concessi dal governo. La protesta continua, anche se pacifica, e il gruppo di manifestanti si è infoltito. I manifestanti bloccano il traffico dei veicoli sia da piazza Vittoria verso via Riviera di Chiaia che da via Caracciolo verso piazza Vittoria. Sono per lo più ristoratori che avevano avviato la riapertura per i giorni segnati come gialli nel dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte e che ora si vedono costretti dall’ordinanza regionale al solo asporto e delivery, o alla chiusura perchè non effettuano consegne a domicilio. A loro si sono uniti anche molti commercianti che si ritengono comunque danneggiati dalle misure anticontagio imposte dal presidente vincenzo De Luca. Confesercenti Campania li appoggia totalmente, sottolineando come il “balletto” fra Esecutivo e Regione “nel giro di poche ore” abbia mandato “in tilt le migliaia di aziende legate al food della Campania, che sono circa 100mila”.

    “Si è creato un caos totale – esordisce Vincenzo Schiavo, presidente regionale dell’associazione – una tempistica inaccettabile, che non tiene assolutamente conto delle esigenze e delle modalità commerciali dei ristoratori, dei proprietari dei bar e di tutti coloro che lavorano con il food. Dopo le decisioni di ieri sera del Governo Nazionale hanno già acquistato derrate alimentari alcune delle quali a consumo immediato (latticini, frutta, verdure); hanno gia’ fatto una corsa contro il tempo per sanificare i luoghi interni ed esterni; hanno già chiamato dipendenti a lavorare. In media, in sostanza, hanno speso tra i 2500 e i 5000 euro che andranno bruciati totalmente. Non è accettabile avvisare la sera per la mattina che avrebbero riaperto e poi solo alle 15 che invece avrebbero richiuso”. La richiesta è che “Governo e Regione immediatamente risarciscano gli imprenditori sia per il mancato incasso che rimborsandoli per queste ulteriori spese gettate al vento”. La decisione del ‘governatore’ è “inopportuna e discriminatoria, un altro colpo mortale a un’economia già in grave difficolta'” anche per Confapi Napoli, dice il presidente Raffaele Marrone. “Una decisione peraltro presa, come sempre, in solitudine e senza alcuna considerazione per le difficolta’ di migliaia di piccole e medie imprese che guardavano, con speranza, alla possibilità di riaprire, anche solo tre giorni, per recuperare gli enormi danni provocati da chiusure e crollo delle vendite. Ci appelliamo al prefetto di Napoli e al governo”, aggiunge.

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