La rivolta dei ristoratori in Campania , i più colpiti d’Italia

Più informazioni su

La rivolta dei ristoratori in Campania , i più colpiti d’Italia È la rivolta dei ristoratori. Napoli in tilt, ed esercenti partenopei pronti ad «aprire lo stesso oggi, o a creare nuovi disordini pubblici». Dopo il blocco del traffico sul Lungomare di ieri, le urla, la rabbia e le contestazioni accese, il 19 dicembre 2020 verrà ricordato come il giorno della ribellione contro l’ordinanza 98, emanata da De Luca nel primo pomeriggio per proibire la riapertura al pubblico dei locali scrive Gennaro De Biase su Il Mattino . La reazione degli imprenditori del food-drink, con le sale chiuse da oltre un mese, è stata immediata, e a scendere in piazza intorno alle 17, stavolta, sono stati i grandi nomi della ristorazione partenopea, tra cui Nennella, Giuseppone a Mare e Antonio&Antonio. Circa 200 i manifestanti, anche baristi. Al loro fianco, i rappresentanti delle associazioni di categoria. Proteste anti-ordinanza ieri anche ad Arco Felice, dove sono scesi in piazza esercenti di Pozzuoli, Varcaturo e Bacoli.
LA RABBIA
Dalla speranza di riaprire alla conferma della chiusura. In piazza Vittoria, tra via Partenope e via Caracciolo, nel cuore del blocco stradale che ha mandato in tilt il traffico per quasi 4 ore, sventolavano ieri diversi tricolori «giallo-rosso-arancioni», diventati simbolo della protesta: «Questa delle fasce di rischio è la nuova bandiera dell’Italia racconta Francesco Cipolletta di Molo 17 sul Lungomare Ho pagato 2600 euro di spese al fornitore per poter lavorare fino al 23 dicembre, visto che il premier Conte in tv aveva detto che l’Italia sarebbe stata tutta gialla prima della Vigilia. Ora questi soldi chi me li restituisce?». La tensione dei ristoratori era già alle stelle nei giorni scorsi, col «35% a rischio crac secondo Aicast in caso di mancata riapertura pre-natalizia». Ma a scatenare la rabbia, in questo caso, sono state le tempistiche del provvedimento: «Siamo scesi in piazza oggi per la prima volta perché ci hanno portato all’esasperazione spiega Luisa Arrichiello di Giuseppone a Mare a Riva Fiorita Sono andata su tutte le furie dopo l’ordinanza: abbiamo speso tra i 3 e i 4mila euro per lavorare in questi giorni. Se De Luca ci avesse detto prima, chiaramente, che non ci avrebbe fatto aprire, avremmo evitato di fare ordinativi. Governo e Regione non possono dire cose così contrastanti: per noi la vita così è impossibile». «Le contraddizioni tra istituzioni ci fanno sentire trattati in maniera indegna dice Aldo Maccaroni, presidente di Chiaia Night e Baretti Falcone L’ordinanza 98 inasprisce le restrizioni per i bar: dalle 11 di mattina in poi non ci fa vendere nulla, nemmeno il caffè, tranne l’acqua». «Abbiamo cominciato a subire danni quando a marzo ci sono stati vietati take away e delivery aggiunge Enrico Schettino di Giappo mentre tutte le altre regioni lo permettevano. Ci troviamo, purtroppo, a dover subire un’altra ingiustizia».
GLI SPRECHI
«Centinaia di migliaia di euro già spesi in città per gli approvvigionamenti, dopo che Conte aveva dato la certezza del giallo: tutto cibo che andrà in malora racconta Antonino Della Notte di Aicast Il nostro lavoro è fatto di programmazione. Aprire, anche se per pochi giorni, sarebbe stato importante». Basta tendere le orecchie, durante la protesta, per ascoltare voci di imprenditori pronti «ad aprire, perché tanto non possono multarci tutti». Intenzione confermata dal presidente di Fipe Campania Massimo Di Porzio: «Se non si rettifica o si revoca l’ordinanza, oggi sarà ancora peggio per l’ordine pubblico. La protesta nata ieri è spontanea, quindi impossibile da controllare: molti si dicono pronti ad aprire lo stesso o a creare nuovi disordini, che si annunciano sul Lungomare e ai Tribunali». Proteste anche dei ristoratori flegrei previste in piazza Aldo Moro, stamattina alle 10.
LA MEDIAZIONE
Ieri intorno alle 18:30, una delegazione di Aicast e Fipe è stata ricevuta in Prefettura per tentare una mediazione con De Luca, per ora senza risultati. «Il governatore non ha fatto passi indietro prosegue Maccaroni Siamo andati via ieri, ma la protesta continua sul Lungomare alle 10. Non sono esclusi blocchi in tangenziale. In media ogni bar ha speso almeno 500 euro per aprire». La mediazione ha fatto sciogliere il blocco stradale ieri alle 20:30, ma non ha spento la tensione né sanato la spaccatura tra Napoli e Palazzo Santa Lucia. Il fronte di chi chiede il ritiro dell’ordinanza è trasversale: «È inaccettabile che senza preavviso la Regione emetta un provvedimento che arreca ulteriori danni alle categorie più colpite dal Covid dice l’assessore comunale Rosaria Galiero Si ritiri l’ordinanza». «L’improponibile tempistica del provvedimento dimostra mancanza di considerazione per le imprese prosegue Mauro Pantano, presidente della Confederazione Imprese e Professioni Siamo pronti a scendere in piazza». «Si è creato un caos totale conclude Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania – In media i ristoratori hanno speso tra i 2500 e i 5000 euro. Questo balletto di decisioni è una beffa. Governo e Regione risarciscano gli imprenditori, o valuteremo azioni legali a difesa delle imprese».

Più informazioni su

Commenti

Translate »