Infermiera aggredita al Cardarelli a Napoli. Flash mob all’Ospedale “Continueremo a curarvi”

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Infermiera aggredita al Cardarelli a Napoli. Flash mob all’Ospedale “Continueremo a curarvi” Aggredita da 4 energumeni che dopo averla inginocchiata le hanno sferrato pugni, calci e strappato i capelli. Hanno anche tentato di cavarle un occhio lasciandola a terra dopo averle inflitto 15 minuti di attacchi ripetuti, continui, irrefrenabili, feroci e soprattutto premeditati. È successo questo in una notte qualunque all’Ospedale Cardarelli di Napoli. La vittima è un‘infermiera 55enne che stava semplicemente svolgendo il suo lavoro. La sua ‘colpa’? Aver cortesemente invitato la famiglia di una paziente ad aspettare il loro turno mentre evadeva tutte le operazioni di triage e procedure anticovid.

Ma i suoi colleghi non ci stanno a rimanere in silenzio davanti all’ennesima violenza, la 52esima dall’inizio dell’anno per la precisione, e all’inizio del nuovo turno serale hanno inscenato un flash mob. Hanno imbardato un manichino da testa a piedi con i dispositivi anticovid, tenuta in cui ormai sono costretti a lavorare. Lo hanno macchiato di rosso, come il sangue che ha versato la collega la scorsa notte, steso a terra come quei balordi hanno lasciato l’infermiera mentre faceva il suo lavoro di servizio verso il prossimo. Poi gli striscioni: “Non vi preoccupate, continueremo a curarvi. Basta violenza negli ospedali”.

I colleghi dell’infermiera aggredita hanno ricostruito quei drammatici momenti di pura follia. “Verso le 20 è arrivata una ragazza di 20 anni per una crisi di panico – raccontano – Era agitata ma stava bene. La collega stava espletando tutte le procedure di triage e gli accertamenti anti Covid per cui è necessario attendere qualche minuto tecnico. I genitori della ragazza hanno iniziato ad andare in escandescenza perchè non volevano aspettare quel tempo che però era necessario. La collega gentilmente cercava di calmarli ma loro non ne volevano sapere”.

“Le hanno strappato i capelli, è stata una violenza premeditata”, il racconto dei colleghi dell’infermiera picchiata al Cardarelli
In quattro picchiano infermiera al Cardarelli: “Volevano cavarle un occhio per una semplice attesa”
Poi il racconto si fa ancora più cupo. “La ragazza, quando si è calmata, ha minacciato la collega dicendole che avrebbe mandato qualcuno per picchiarla – continua il racconto dei colleghi – Poi intorno alle 2 di notte sono arrivati i due genitori accompagnati da altri due energumeni e hanno iniziato a picchiarla. Sono tornati con l’intento di farlo”.

“Tutto questo per non voler aspettare la registrazione della paziente al triage e dei protocolli che per il covid siamo costretti ad attuare. – continua lo sfogo di una collega su Facebook – una violenza perpetuata per circa 15 minuti. Al solo scopo di vendicarsi per una semplice attesa in una paziente stabile unicamente agitata”. Il gruppo ha iniziato a picchiare l’infermiera con violenza inaudita. Le hanno strappato a ciocche i capelli e hanno tentato di cavarle un occhio. “A quell’ora c’era solo un guardiano e siamo subito intervenuti noi colleghi. Eravamo in tre. Addirittura uno dei nostri pazienti, ricoverato per un problema alla spalla, ha sentito il dovere di intervenire con l’unico braccio libero da fasciature, per sedare quella barbarie”.

L’infermiera aggredita, ha riportato contusioni multiple e lesioni al cuoio capelluto per la violenza con cui le hanno strappato i capelli oltre a danni psicologici. Ha avuto dieci giorni di prognosi. Insieme agli altri colleghi ha denunciato tutto ai Carabinieri. I due genitori saranno denunciati per percosse e lesioni, mentre sono in corso indagini per identificare altre due persone che accompagnavano la coppia.

“Non vogliamo essere eroi. Ma pretendiamo rispetto. Chi ripagherà i danni morali psicologici e fisici subiti da questa collega. Chi? Eravamo in tre a tentare di salvarla. Che schifo, che vergogna. Chi ci deve tutelare? Facitc fatica’ per favore. Sono sioccata, lo eravamo tutti per quella scena che in piena notte si è presentata ai nostri occhi”, conclude lo sfogo della collega infermiera su Facebook.

Intanto i sindacati chiedono che al Pronto Soccorso del Cardarelli venga istituita una postazione fissa dell’Esercito per tutelare i sanitari nel loro lavoro. “Una decisione che siamo sicuri essere indispensabile in questo momento”.

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