Il nuovo Coronavirus è in Italia, il Covid 2 viene dall’Inghilterra ed è più virale del Covid-19

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    Il nuovo Coronavirus è in Italia, il Covid 2 viene dall’Inghilterra ed è più virale del Covid-19, non c’è mai fine al peggio in questo 2020 . “Il Dipartimento scientifico del Policlinico militare del Celio, che in questa emergenza sta collaborando con l’Istituto superiore della sanità, ha sequenziato il genoma del virus Sars-Cov-2 proveniente da un soggetto risultato positivo con la variante riscontrata nelle ultime settimane in Gran Bretagna”. Lo ha scritto il ministero della Salute. Il paziente, e il suo convivente rientrato negli ultimi giorni dal Regno Unito con un volo atterrato presso l’aeroporto di Fiumicino, sono in isolamento “e hanno seguito, insieme agli altri familiari e ai contatti stretti, tutte le procedure stabilite dal ministero della Salute”.

    La nuova variante è stata identificata in Gran Bretagna: per la sua rapidità di trasmissione, che sarebbe fino al 70 per cento più elevata del virus finora dominante, il governo britannico ha deciso nella giornata di sabato 19 dicembre una serie di nuove misure di contenimento. Il Covid 2 è già stato identificato in Danimarca, Olanda, Belgio.

    Oggi l’Italia ha annunciato il blocco dei voli, fino a mercoledì 6 gennaio, dal Regno Unito. E indicazioni simili sono state date in Germania, Francia, Belgio, Olanda, Austria e Olanda. Gli Stati Uniti, per ora, non intendono fermare le tratte con la Gran Bretagna.

    Come ha detto il ministro Roberto Speranza, la nuova variante non sarebbe più letale di quella finora conosciuta e i vaccini predisposti contro il coronavirus dovrebbero mantenere la loro efficacia. Su quest’ultimo punto sono d’accordo diversi esperti, dal presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli al virologo Fabrizio Pregliasco, a Giacomo Gorini, ricercatore dello Jenner Institute dell’università di Oxford.

    Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ospite di Che tempo che fa, osserva che “questa variante accelera la capacità di contagio ed è in grado di aumentare l’indice di trasmissione dello 0,5 per cento”. “La scienza approfondirà, ma ci vuole massima prudenza. Stiamo anche chiedendo un coordinamento europeo come per a marzo”, ha sottolineato il responsabile della Farnesina.

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