Festa di matrimonio, i carabinieri di Castellammare irrompono nella festa in un ristorante di Lettere. Sposi in fuga

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Era tutto pronto per l’inizio del banchetto nuziale. Gli sposi con abiti da cerimonia, una cerchia ristretta di invitati una quindicina tra parenti stretti e testimoni e soprattutto la cena in un ristorante rinomato di Lettere, sui monti Lattari. Ma la presenza di tutti quegli ospiti nel piccolo albergo, tra l’altro tutti residenti tra Castellammare e l’area stabiese, non è passata inosservata. Così, all’arrivo dei carabinieri nella struttura ricettiva, la sposa è fuggita di corsa.
SPOSI IN FUGA
I due giovani marito e moglie, gli unici non residenti in Campania, erano convolati a nozze il 23 dicembre in una chiesa della zona stabiese. Dopo la funzione religiosa che era stata celebrata la mattina, insieme ad un numero ristretto di parenti si erano ritrovati tutti nell’hotel-ristorante dei Lattari. Per aggirare i divieti imposti dalla «zona rossa», avevano insolitamente prenotato tutti una stanza nello stesso albergo, a un paio di chilometri da casa, così da ritrovarsi a cena nella stessa sala. Un appuntamento che, però, è saltato durante i controlli effettuati dai carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia che, agli ordini del capitano Carlo Venturini e del tenente Andrea Riccio, hanno deciso di verificare una delle segnalazioni arrivate in caserma.
In effetti, al loro arrivo, i carabinieri hanno potuto verificare che gli sposi erano in sala, da soli, ma evidentemente in attesa dell’arrivo degli invitati, che erano nelle altre stanze dell’hotel. Erano in abiti da cerimonia e la sposa, alla vista dei lampeggianti, si è data alla fuga. Così, sono stati identificati tutti i presenti e gli stessi titolari della struttura ricettiva, che già in estate era stata interessata da un piccolo focolaio familiare di Covid-19 dopo aver ospitato nel ristorante una festa privata, che in quel caso era autorizzata. Dopo l’identificazione di una quindicina di persone, i carabinieri sono andati via senza multare nessuno, anche perché i controlli successivi hanno permesso di riscontrare che il banchetto nuziale «clandestino» non era stato più effettuato. Quel che è certo è che quel banchetto proibito era stato organizzato d’accordo con i titolari del ristorante, che saranno chiamati a dare spiegazioni nei prossimi giorni.
BRINDISI PROIBITI
Accanto al matrimonio «abusivo», però, a Castellammare qualcuno ha provato ad aggirare i tanti divieti imposti dalla pandemia, organizzando anche brindisi di Natale proibiti. Tra il 23 e la Vigilia, però, le forze dell’ordine hanno presidiato le zone della movida stabiese. I poliziotti del commissariato di Castellammare di Stabia, guidati dal dirigente Pietro Paolo Auriemma, hanno effettuato una serie di controlli in villa comunale e nei bar della zona, insieme alla polizia locale.
Assembramenti sono stati segnalati nei pressi di alcuni locali vicino alla stazione ferroviaria e un bar di corso Vittorio Emanuele è stato chiuso per cinque giorni perché aveva servito caffè e aperitivi all’interno del locale. Nello stesso bar, un uomo è stato multato perché non indossava la mascherina e non stava neanche consumando bevande. In totale, in strada sono state multate 26 persone per inottemperanza alle misure anti Covid-19 poiché non indossavano la mascherina, mentre sono stati controllati 3 esercizi commerciali, 43 veicoli e identificate 130 persone. Tra le persone sottoposte a controlli nelle loro abitazioni ci sono anche quattro pregiudicati agli arresti domiciliari. Dario Sautto, Il Mattino

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