Dpcm: feste e cenoni blindati. Vietati spostamenti dal 21 dicembre al 6 gennaio

Altro che spirito natalizio. Per l’intera giornata, dopo il vertice infuocato a palazzo Chigi nella notte di martedì, il governo e la maggioranza hanno litigato sul pranzo di Natale, sullo stop agli spostamenti tra Regioni, sullo sci e perfino sulle crociere e le cene in hotel a Capodanno. Poi a sera, scrive Il Mattino, in Consiglio dei ministri, è andato in scena un nuovo scontro. Da una parte i rigoristi Roberto Speranza, Dario Franceschini, Francesco Boccia, sostenuti dal segretario del Pd, Nicola Zingaretti e dal grillino Alfonso Bonafede. Dall’altra le aperturiste renziane Teresa Bellanova ed Elena Bonetti.

In mezzo Giuseppe Conte, ondeggiante tra il timore della terza ondata dell’epidemia (e dunque propenso ad abbracciare la linea dei rigore e della «massima prudenza») e la paura di scontentare gli italiani «già psicologicamente provati». Ma alla fine, per evitare «una nuova catastrofe di contagi a gennaio», il Natale e le Feste saranno blindate. Con forse soltanto una piccola eccezione: la possibilità per un solo figlio, residente in un’altra Regione, di raggiungere i genitori anziani assieme al proprio nucleo familiare.

Per varare questa norma, che limita le libertà personali, ieri notte il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto. Provvedimento che estende «fino a 50 giorni» la durata del Dpcm (ora il limite è di 30). La linea: vietare gli spostamenti tra Regioni dal 21 dicembre al 6 gennaio, con una deroga per chi ha la residenza o il domicilio in un’altra Regione. Ma Conte, nonostante la contrarietà del fronte rigorista («Se fosse per me metterei tutta l’Italia in zona rossa durante le Feste», ha detto Speranza ai capigruppo del Senato), ha lavorato fino a notte a «una formula residenza-domicilio e abitazione d’infanzia che permetterà di andare dai genitori. Dai nonni probabilmente non sarà possibile. Ma stiamo discutendo…», hanno fatto sapere da palazzo Chigi.

Difficilmente però passerà questa deroga: «Farebbe saltare il sistema dei controlli, sarebbe un liberi tutti e faremmo il bis di Ferragosto», ha avvertito Boccia, sostenuto da Franceschini e da Speranza. Più probabile, come ha annunciato la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, che venga «prevista una deroga per necessità, con autocertificazione, a chi deve assistere un genitore solo».
Confermato, senza deroghe al momento (ma il Dpcm verrà messo nero su bianco soltanto oggi), il divieto di superare i confini del proprio Comune a Natale, Santo Stefano e il 1° gennaio. Questo per evitare pranzi numerosi in famiglia, che potrebbero innescare un’impennata dell’epidemia dopo le Feste. Per scongiurare le «migrazioni natalizie», stop anche al trasferimento nelle seconde case fuori dalla propria Regione dopo il 20 dicembre.

Il timore di un ritorno aggressivo del virus, visto che tra le mura domestiche avviene l’80% dei contagi e si teme l’effetto dei pranzi numerosi e delle tombolate in famiglia, spinge il governo a confermare nel Dpcm la «forte raccomandazione» a «non ospitare in casa parenti non conviventi». Non verrà però fissato un tetto alle persone presenti nelle abitazioni.

Il nuovo Dpcm confermerà anche il coprifuoco dalle 22. Questa misura, che costringerà i parroci ad anticipare la Messa della Vigilia, è finalizzata a impedire la cena di Natale con familiari non conviventi. Inoltre il coprifuoco alle 22 renderà impossibile la festa di Capodanno allargata a persone estranee al proprio nucleo familiare. E visto che c’è chi ha provato ad aggirare il divieto prenotando una stanza in hotel, sperando di poter partecipare a un veglione, il governo ha deciso di vietare le cene in albergo la notte del 31 dicembre. La stessa ragione per cui saranno vietate, durante le Feste, anche le crociere.
I ristoranti continueranno a chiudere alle 18, con la possibilità delle consegne a domicilio fino a tardi. Ma è destinato a cadere l’obbligo di chiuderli a pranzo a Natale e a Santo Stefano. La ragione: i protocolli di sicurezza che valgono negli altri giorni del mese saranno fatti valere anche nei due giorni di festa. Invece niente settimane bianche e stagione sciistica ferma fino a gennaio, ma gli alberghi di montagna non saranno costretti a chiudere.

La ministra Lucia Azzolina e Conte vorrebbero far riaprire le scuole superiori il 14 dicembre. Ma i governatori regionali restano contrari e dall’Unione europea è arrivata la raccomandazione a far riprendere la didattica in presenza dopo il 10 gennaio. La soluzione potrebbe essere una ripresa «graduale» già da dicembre. Ma è un’ipotesi improbabile al momento.

Ancora prima di avere il testo definitivo il ligure Giovanni Toti e il pugliese Michele Emiliano salgono sulle barricate: «Surreale la chiusura dei confini comunali». Oggi il confronto con Boccia prima della firma del Dpcm.

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