Cristiana Capotondi è Chiara Lubich. “Attuale la sua idea di fratellanza in tempo di covid”

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Cristiana Capotondi è Chiara Lubich. “Attuale la sua idea di fratellanza in tempo di covid”.

“Chiara Lubich era una donna semplice, pratica. Aveva una visione politica e un’idea di unione, ha saputo mettere insieme le persone nel nome della fratellanza universale” dice Cristiana Capotondi. “Ha vissuto il periodo terribile della Seconda Guerra mondiale, Oggi i nostri giorni sono segnati dall’epidemia da covid. Ci sono eventi che ci hanno resi tutti più simili, nonostante le differenze sociali”. L’attrice interpreta la fondatrice del Movimento dei focolari nel film tv Chiara Lubich-L’amore vince tutto diretto da Giacomo Campiotti, in onda il 3 gennaio in prima serata su Rai 1. “È stata un’esperienza spirituale e totalizzante: ho cercato di restituire la dolcezza e la determinazione di questa donna, convinta che era necessario aprirsi al dolore dell’altro”.

Nel centenario della nascita, il tv movie, prodotto da Rai Fiction e Luca Barbareschi per Eliseo Multimedia, si concentra sugli anni della giovinezza di Chiara, giovane maestra di scuola elementare che a 23 anni “sposa” Dio con voto perpetuo di castità e nel pieno del conflitto resta a Trento per aiutare i bisognosi. Proprio la decisione di vivere concretamente il Vangelo, condiviso con le sue amiche, scatena forti reazioni.

“Spero che Chiara Lubich – dice Barbareschi – sia una ‘vaccinazione’ per lo spirito di milioni di italiani”. Una spinta a ‘un’aspirazionalità’ che porti i giovani a costruire con nuova dignità e politica responsabile questo Paese”. Donna di molti primati, nel corso della sua vita Lubich ha contribuito al riavvicinamento della Chiese Cattolica e Ortodossa ed è stata la prima donna bianca non musulmana a parlare alla moschea di Harlem a New York.

“Chiara è una figura che sa parlare a tutti – dice ancora Capotondi – ed è un personaggio che è sempre restato giovane, aperto al dialogo senza paura e senza sovrastrutture che di solito ci sono con l’avanzare dell’età. Sono figlia di madre ebrea e di padre cattolico, ho una visione laica del mondo sono una persona con una mia personale visione spirituale. Non è più possibile non considerare le diversità. La sorellanza o la fratellanza è fra le anime e la storia ci ha fatto capire quanto sia importante questo elemento. Chiara era materna nonostante non avesse avuto figli: era madre di tutti. Si donava dando cura e benessere agli altri”.

“Non è un racconto destinato soltanto al mondo cattolico e cristiano, ma è per tutti. E’ stata una sceneggiatura difficile da realizzare ma siamo riusciti a connotarla con la giusta leggerezza” spiega Campiotti, che firma la sceneggiatura con Francesco ArlanchLuisa Cotta Ramosino e Lea Tafuri “Il motto di Chiara è che ‘tutti siamo uno’ ed è un messaggio attuale in tempo di Covid: dall’epidemia o si esce tutti insieme o non ne esce nessuno. Prima di realizzare il film abbiamo incontrato molti Focolarini, persone interessanti che ci hanno lasciato libertà nel raccontare Chiara dal punto di vista più aperto possibile”.

Come scrive Silvia Fumarola per La Repubblica, nato sotto le bombe della seconda guerra mondiale, approvato solo nel 1964 da Papa Paolo VI con il nome ufficiale di Opera di Maria e oggi diffuso in oltre 180 paesi con più di 2 milioni di aderenti, il Movimento dei Focolari nacque per portare un messaggio di unità, con l’obiettivo di cooperare alla costruzione di un mondo più unito “perché tutti siano una sola cosa” nel rispetto e nella valorizzazione delle diversità. Nel cast, accanto a Capotondi, ci sono Aurora Ruffino, Miriam Cappa, Greta Ferro, Eugenio Franceschini  e Roberto Citran.  “Ci si innamora di Chiara – dice Ruffino – interpreto la sua amica Ines, che la stima a tal punto da voler essere come lei. Ma capirà che essere diversa è un valore e che ci si può volere bene prendendo strade differenti dagli altri e restando se stessi”. “Ho conosciuto Chiara Lubich e una sua nipote: il film la racconta senza retorica” spiega il direttore di Rai 1 Stefano Coletta. “Era una donna che aveva incontrato Dio più nell’azione che nella mistica e nell’attività contemplativa. Era una donna molto tenace, pratica. Con il Covid è la prima volta che ci sentiamo tutti uguali e Rai 1 trasmette un grande messaggio di vicinanza. Chiara Lubich ha interpretato la lettura cristiana del mettere in comunione le persone nel focolare. Spero che anche i giovani possano riscoprire la sua figura”. “Capotondi ha interpretato con delicatezza e intensità un personaggio con molte sfaccettature” osserva la direttrice di RaiFiction Maria Pia Ammirati “Lubich non è soltanto una donna di chiesa ma incarna molte figure nel rapporto drammatico con le altre giovani amiche durante la guerra”.

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