Coronavirus: rischio intossicazione in casa con disinfettanti e igienizzanti. Aumentano fra i bambini

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    Attenzione ad amuchina e prodotti simili, di cui riempiamo ogni angolo delle case, molti non lo sanno ma sono velonosissimi per il corpo umano. Coronavirus: rischio intossicazione in casa con disinfettanti e igienizzanti La atendenza all’aumento di intossicazione da disinfettanti per proteggersi dall’infezione Covid-19 e’ confermata. I rischi maggiori sono legati piu’ che ai prodotti di uso personale (come i gel per le mani), all’utizzo imprudente di disinfettanti e igienizzanti per l’ambiente. “Lo stare a casa – spiega all’agenzia Dire Marcello Ferruzzi, responsabile del Centro antiveleni del Niguarda di Milano – ha indotto più persone a ricercare una più efficace igienizzazione delle superfici domestiche (pavimenti, tastiere, scrivanie, telefoni, sanitari) utilizzando contemporaneamente prodotti tra loro incompatibili, con il risultato di innescare reazioni chimiche pericolose”.

    Solo nel mese di aprile al Niguarda sono state segnalate un più 30% di intossicazioni con prodotti disinfettanti e igienizzati negli adulti, e fino a un più 135% nei bambini. Il riferimento è ad esempio a cocktail micidiali come candeggina e ammoniaca: mischiare le due sostanze vuol dire liberare gas che possono creare problemi respiratori anche seri.

    Cosa si rischia mischiando i prodotti
    Secondo il dottor Ferruzzi, è possibile che con la Fase 2 “si verifichi un ulteriore incremento dell’utilizzo di questi prodotti al rientro al domicilio dopo la giornata di lavoro: pertanto ne raccomandiamo un suo prudente e corretto”. I disinfettanti e igienizzanti per l’ambiente, infatti, sono considerati “prodotti impegnativi” perché a base di sostanze chimiche più aggressive rispetto a quelle contenute nei disinfettanti per la persona.

    Nel caso di ingestione accidentale di questi prodotti, continua Ferruzzi, “non bisogna assolutamente provocare il vomito né somministrare latte, altri liquidi o cibo: è invece opportuno contattare un Centro antiveleni per valutare la situazione con un tossicologo, che consiglierà cosa fare e se necessario o meno recarsi in pronto soccorso”.

    Le regole di base per la prevenzione
    Per la prevenzione valgono tre regole di base: tenere i prodotti lontano dai bambini, evitare i travasi in bottiglie senza etichette o con etichette non riconoscibili, non mescolare prodotti diversi. Per igienizzare le superfici di casa o i sanitari, mai mischiare i prodotti ma usarli separatamente.

    Ma cosa succede se i bambini ingeriscono il gel disinfettante per le mani? “I disinfettanti per le mani – dice ancora il dottor Ferruzzi – sono generalmente a base di alcol e non sono particolarmente appetibili per i più piccoli. Ben difficilmente le quantità ingerite sono tali da dare problemi seri: anche in questo caso è raccomandabile consultare telefonicamente un Centro antiveleni, e non precipitarsi in pronto soccorso o nello studio del pediatra o del medico di famiglia”. In ogni caso, il bimbo può disinfettarsi le mani come gli adulti, ma non deve mai usare il prodotto da solo.

    Su altri usi incongrui di liquidi igienizzanti per la persona, Ferruzzi chiosa segnalando le disinfezioni di mascherine con prodotti come ammoniaca o candeggina, e poi indossate immediatamente: “Metterle umide sul viso espone la pelle a un effetto irritativo da contatto. Evitate le disinfezioni fai da te”.

    L’Amuchina® è un presidio medico-chirurgico prodotto da Angelini che, in alcune confezioni e composizioni, è usato come disinfettante per le mani. E che in questo periodo di potenziale allarme, è preso di assalto da chi teme di essere contagiato. Ma non necessariamente questa è una misura raccomandata, perché non tutte le composizioni chimiche di questo prodotto sono efficaci.

    Come raccomandato dal Ministero della Salute, infatti, il disinfettante deve essere a base di alcol per almeno il 60 per cento, fermo restando che lavarsi le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi è una misura più che valida (e anche meno dannosa per la pelle se si usa un sapone delicato).

    La tradizionale Amuchina® è a base di ipoclorito di sodio (nomi commerciali del composto chimico: varecchina, candeggina) ed è quindi generalmente raccomandata come antibatterico e antifungino (è bene ricordare, però, che l’ipoclorito di sodio irrita la pelle e quindi ne è sconsigliato l’uso prolungato).

    In realtà, comunque, sembra che il prodotto possa essere attivo anche su qualche tipologia di virus, ma tutto dipende dalla sua composizione, che, da una breve ricerca, sembra essere molto eterogenea.

    Sono in commercio infatti anche altri disinfettanti a base alcolica sempre a marchio Amuchina – come ad esempio l’amuchina gel Xgerm – la cui formulazione chimica è in linea con le raccomandazioni ministeriali anche per il Coronavirus perché contenenti alcol in percentuale superiore al 60%. Ma occhio alla composizione prima di acquistare!

    Ci chiediamo però la necessità di ricorrere ad un prodotto simile, che, per quanto efficace, non è superiore ad un “banale” lavaggio con acqua e sapone, purché questo sia fatto per almeno 20 secondi. Resta comunque utile in situazioni in cui non si possa agire così (quando ad esempio siamo in giro) ma non come procedura standard e solo se la composizione chimica è quella raccomandata.

    La paura può essere molto pericolosa e spingerci a compiere azioni immotivate, se non addirittura rischiose.

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