Cetara, inchiesta sulla morte di Vittorio Senatore: il Gup decide il 14 gennaio

Il prossimo 14 gennaio si terrà la camera di consiglio con il Giudice per le Indagini Preliminari circa l’inchiesta sulla morte del giovanissimo Vittorio Senatore, il 16enne di Cetara e residente a Cava de’ Tirreni, coinvolto in un incidente stradale mortale quel 14 settembre 2019. Vediamo i dettagli della vicenda nell’articolo di Vittorio Senatore per La Città di Salerno.

Il giudice per le indagini preliminari dovrà valutare la richiesta di archiviazione, senza profili di reato ravvisati, presentata dalla procura, con l’opposizione proposta dai legali della famiglia. Senatore era in sella al suo scooter: perse la vita in seguito ad un incidente lungo la statale che unisce Salerno a Vietri sul Mare. Uno schianto con numerosi nodi irrisolti.

Senatore fu sottoposto ad un intervento chirurgico che ravvisò l’esplosione del fegato, del tutto compatibile con ipotesi di schiacciamento ad opera di un altro mezzo. Il suo corpo non venne sottoposto ad autopsia, con un esame esterno che legava la morte ad un trauma, con impatto col marciapiede e asfalto. Una donna residente nei pressi del luogo dell’incidente riferì che sul posto c’erano tanti ragazzi, che ci fu un atteggiamento omertoso, con le indagini a riferire solo della presenza della vittima e di un altro amico, con lui a bordo del mezzo, rimasto lievemente ferito. Il compagno ha sempre detto di non ricordare l’accaduto, mentre gli altri amici sono letteralmente scomparsi, senza presentarsi in obitorio o al funerale, e senza riferire nulla rispetto all’episodio, con un silenzio registrato anche immediatamente prima di un interrogatorio svolto mesi dopo i fatti. Ancora, gli abiti di Vittorio sono scomparsi, non sono stati restituiti ai familiari, e la perizia dell’accusa presenterebbe incongruenze evidenti, a partire dalla velocità riscontrata di cento chilometri orari circa, incompatibile con il casco e le scarpe trovate indosso al ragazzo, lo scooter praticamente intonso e l’assenza di lesioni al capo o agli arti. La perizia di parte, svolta dai consulenti nominati dalla famiglia, tra i quali il dottor Giuseppe Consalvo , rileva elementi compatibili con ipotesi di schiacciamento.

A chiudere la conta delle stranezze, le tracce di uno pneumatico evidenti da alcune testimonianze, non confermate negli atti, senza una sola fotografia scattata sul cadavere nel corso del primo esame svolto all’obitorio dell’ospedale di Salerno, con una tardiva acquisizione della cartella clinica. La relazione di servizio della polizia, intervenuta sul posto quella notte, escluse da subito alta velocità del mezzo, senza tracce di frenata nelle vicinanze. Infine, tra il momento preciso dell’incidente e la telefonata alla famiglia da parte del compagno di Vittorio passò un’ora, un tempo in cui le cose potevano andare diversamente. E poi l’atteggiamento poco collaborativo, in quel frangente e dopo.

Dal momento della morte, dopo l’intervento, restano dei punti di domanda evidenti, su cui potrebbe aprirsi una nuova fase, per un riordino dei dati raccolti. La madre Monica Ferraro e il padre Domenico Senatore chiedono altre verifiche: non si sono fermati e sono intenzionati a proseguire lungo il difficile percorso giudiziario. Chiedono la verità, si oppongono alla chiusura del caso e ravvisano estremi per ulteriori approfondimenti, con una rosa di elementi non esaminati da rimettere al centro delle attività della procura di Salerno.

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