Cava de’ Tirreni, droga e armi in casa: 10 anni di carcere per i tre fratelli

Sono stati condannati ad una pena complessiva di dieci anni e due mesi di reclusione, si parla dei tre fratelli di Cava de’ Tirreni sorpresi a detenere armi e droga in casa. Vediamo tutti i dettagli nell’articolo di Alfonso T. Guerritore per La Città di Salerno.

Condannati i fratelli Santoriello. 4 anni, 2 mesi e 13mila 600 euro di multa per Mauro Santoriello ; 3 anni 2 mesi e 12mila euro di multa per Carmine Santoriello ; 2 anni, 8 mesi e 12mila euro di multa per Christian Santoriello : si è chiusa così l’udienza preliminare al termine del rito abbreviato a carico dei tre fratelli rispettivamente di 42, 45 e 31 anni, sorpresi dagli agenti di polizia del locale Commissariato e chiamati a rispondere in concorso di una serie di contestazioni, dalla detenzione di munizioni, di denaro in contanti suddiviso in banconote di piccolo taglio, due fucili e un’estesa piantagione di canapa, con le piante disposte per la produzione di marijuana: in particolare, il gup Giovanni Pipola ha ravvisato estremi per i reati relativi alla coltivazione di droga e per un fucile illecitamente detenuto, con l’annullamento delle aggravanti, disponendo assoluzioni per non aver commesso il fatto rispetto ad alcuni singoli capi d’accusa.

Il blitz fu eseguito dalle forze dell’ordine dopo una fase di monitoraggio dell’andirivieni in casa dei tre, con la perquisizione scattata in casa e nelle pertinenze dell’area di proprietà dei fratelli, o di loro utilizzo. Sul posto vennero rinvenuti quattro bossoli esplosi per pistola calibro 44 magnum, una scatola contenente denaro contante suddiviso in banconote di piccolo taglio, 7.845 euro finite sotto confisca su disposizione del giudice, 135 cartucce per fucile calibro 12 a pallini e pallettoni di vari calibri e marche, anche questi confiscati, con altri 89 inneschi per cartucce da fucile e una carabina ad aria compressa.

L’attività di accertamento venne estesa al terreno di proprietà adiacente all’abitazione: all’interno di una serra artigianale di circa 60 metri quadri, c’erano 20 piante di marijuana dell’altezza di circa 1,50 metri, altre 30 più piccole e dieci germogli, un apparecchio elettronico digitale per la misurazione della temperatura e dell’umidità e stimolanti, mentre un rudere c’erano un fucile calibro 12. All’atto dell’accesso all’abitazione, uno dei fratelli, Carmine, rispondeva anche di resistenza e lesioni per aver aizzato un pastore maremmano contro un ispettore superiore del Commissariato, addentato al polpaccio destro. Le accuse in concorso per i fratelli erano di coltivazione e detenzione a fini di spaccio, di sostanze stupefacenti, contestazione relativa alla piantagione di canapa, con le piante curate per attività ritenuta illecita, la detenzione abusiva di armi, ricettazione, omessa denuncia di materie esplodenti, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, omessa custodia e malgoverno di animali, con una parte delle contestazioni caduta in sede di valutazione e di sentenza, con il deposito della motivazione fissata entro sessanta giorni a cura del giudice dell’udienza preliminare Giovanni Pipola del tribunale di Nocera.

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