Castellammare di Stabia, Meridbulloni: arrivate le lettere di trasferimento

Castellammare di Stabia, Meridbulloni: arrivate le lettere di trasferimento. Dopo l’annuncio di chiusura della fabbrica, sono arrivate anche le lettere di trasferimento per gli operai. Il Gruppo Fontana non fa dietrofront e comunica agli 80 lavoratori di Meridbulloni che dal primo febbraio dovranno presentarsi in provincia di Torino, davanti ai cancelli della Ibs, per cominciare il loro servizio.

Una manovra nel segno della continuità della linea dura che l’azienda ha deciso di attuare fin da venerdì scorso, quando sono arrivati i vigilantes a fermare la produzione. Un atteggiamento denunciato dai sindacati e dalla politica, che in questi giorni si sono visti le porte sbattute in faccia quando hanno provato a cercare il confronto.

Una posizione che potrebbe cominciare ad ammorbidirsi oggi, perché la società ha annunciato la partecipazione al tavolo convocato dal Prefetto di Napoli, Marco Valentini. Secondo l’amministrazione comunale di Castellammare di Stabia e la stessa opposizione consiliare, l’apertura dell’azienda al confronto potrebbe essere stata determinata dall’ordine del giorno approvato in consiglio comunale che impedisce la riconversione dell’area e di conseguenza assesta un colpo alla trattativa che sarebbe in piedi tra i Fontana e un altro gruppo imprenditoriale. Nei giorni scorsi è circolata con insistenza la voce di un’offerta da 50 milioni di euro per l’area di Corso De Gasperi ed è chiaro che chi è disposto a investire tanto poi non può accontentarsi di realizzare una piazza, un palazzetto dello sport o una piscina comunale.

Sul tavolo con la Prefettura si proverà a giocare la carta della delocalizzazione in ambito regionale, per evitare lo spostamento della produzione a Torino, ma il processo si preannuncia lungo e per quanto riguarda la posizione degli operai servono soluzioni a stretto giro. L’obiettivo dell’amministrazione dunque è guadagnare tempo, magari convincere l’azienda a ritirare la decisione che prevedrebbe il trasferimento dei lavoratori già a febbraio e fissare un tavolo permanente con Regione e parti sociali per individuare un sito adeguato per delocalizzare la fabbrica.

Una speranza condivisa dagli operai che ieri hanno continuato la loro protesta all’esterno dei cancelli della fabbrica, partecipando alla Santa Messa officiata da don Gennaro Giordano. Il parroco del rione Cmi ha voluto testimoniare la vicinanza della Chiesa ai lavoratori, come già fatto nei giorni scorsi dal Vescovo Francesco Alfano.

Un momento di preghiera durante il quale è stata ricordata l’importanza del lavoro in un territorio dove purtroppo di opportunità occupazionali non ce ne sono molte e troppe famiglie faticano ad andare avanti.

Fonte Metropolis

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