Capaccio Paestum, il sindaco Alfieri: “I miei consiglieri pagati per tradirmi”

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Capaccio Paestum. «C’è qualcuno all’esterno del Consiglio comunale che vuole finanziare l’acquisto di consiglieri comunali per sfiduciare il sindaco». Franco Alfieri, sindaco di Capaccio Paestum, sceglie direttamente i lavori dell’assise cittadina per lanciare la sua accusa. Ci sarebbe una vera e propria “opa”, offerta pubblica di acquisto, sulla maggioranza consiliare che dovrebbe sostenerlo. I numeri, scrive La Città di Salerno, raccontano sette assenti tra i consiglieri comunali, tre di maggioranza ( Emanuele Sica , Stefania Nobili e Ferdinando Mucciolo) e quattro di opposizione, nella seduta di Consiglio del 1 dicembre 2020 convocata in via straordinaria per la ratifica dell’ennesimo mutuo presso la Cassa Depositi e Prestiti. “Giustificati” gli oppositori, giustificato Emanuele Sica: «Ho comunicato che per concomitanti impegni professionali e familiari non mi era possibile esserci in quell’orario. Ho una vita mia, non posso modificarla a piacimento del sindaco».

L’unico punto all’ordine del giorno prevedeva soltanto l’approvazione della ratifica della delibera di giunta numero 540 del 28.10.2020 per completare l’iter di finanziamento, con la Cassa Depositi e Prestiti, dei restanti del 3° e 4° lotto per la riqualificazione della fascia costiera. Incassato il sì, di fronte alle assenze esplode la rabbia di Alfieri: «Voglio dire, a chi sogna la notte di sfiduciare, che quando vi mancherà l’ultima firma, la verrò a mettere io, il mio numero di telefono ce l’avete, mi potete chiamare. Poi ci ripresenteremo alle elezioni e vedremo se voi, e chi ha firmato con voi, sarete eletti dal popolo. Vergognatevi! Vi metteremo in condizione che non vi guarderà in faccia più nessuno, girerete come passeri solitari.

Neanche nei bar troverete qualcuno che prenda il caffè insieme a voi». Più che i distinguo di natura politica la paura è assai più prosaica. Sono già più di 10 milioni di euro, e in via di aumento verso i quindici, il monte complessivo dei mutui finora contratti in meno di 1 anno e mezzo. Una mole di impegni che graverà sulle spalle dei cittadini per i prossimi vent’anni. Questo sta facendo riflettere molti consiglieri comunali. Ormai, da mesi, la maggioranza uscita dalle urne è cambiata. Sono diventati determinanti i voti di Angelo Quaglia e Ulderico Paolino , due consiglieri eletti nelle liste di opposizione di Enzo Sica e Italo Voza , passati di recente con Alfieri. Si cerca di spingere verso l’opposizione, nel gruppo misto, dell’attuale presidente del consiglio comunale Emanuele Sica, che precisa: «Non sono andato all’opposizione ma Enzo Sica si è limitato a comunicare dove tecnicamente devo essere per forza iscritto perché espulso dal mio gruppo consiliare, vale a dire nel gruppo misto. Resto presidente del consiglio comunale perché non ho commesso nessuna mancanza tecnica o comportamentale. La carica non è nelle disponibilità esclusive del sindaco».

L’ex sindaco Enzo Sica, leader dell’opposizione ad Alfieri, a sua volta non ci sta. «Alfieri, ora basta sparare a zero. Urlare in Consiglio comunale cose di quella gravità offende tutti i consiglieri comunali. Ha affermato cose di una gravità da codice penale. Ha affermato che qualcuno, con i danari, corrompe dei consiglieri comunali nella loro funzione politico amministrativa. Ora ha solo un sacrosanto dovere: vada in Procura e faccia i nomi di chi corrompe ed i nomi di chi è corrotto. Io sono un consigliere comunale e non tollero che tanto fango possa investire anche me. E subito». Interpellate le fonti ufficiali ancora non si ha notizie su esposti che avrebbero raggiunto forze dell’ordine e magistratura. Alla vigilia del Natale 2018 un canovaccio simile, con un gruppo di consiglieri che andò a firmare da un notaio per lo scioglimento dell’assise.

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