Calcio, Ibrahimovic: “la vittoria è la mia droga. Maradona è il più forte di tutti i tempi, anche di me”

A SportWeek Ibrahimovic si concede in una lunga intervista, in cui parla del suo “iocentrismo”che lo ha portato ad essere quello che è diventato, del suo amore per i figli Maximilian e Vincent, che vengono prima di ogni altra cosa, della sua smisurata voglia di vincere sempre: “La vittoria è la mia droga”, afferma; e in ultimo, spiega il suo 11 ideale con tanti ricordi ed aneddoti: «In porta c’è Buffon. Il più forte. Alla Juve abbiamo passato bei tempi. Maxwell terzino sinistro, è mio amico. Poi se mettiamo animali, Nesta e Cannavaro centrali: quante risate con Fabio, mi portava a Napoli in scooter, era matto…ma io di più. Io ero giovane, non avevo esperienza, Cannavaro e Thuram ne avevano troppa… Sarebbe bello giocare con loro oggi, ora sarebbe diverso. Terzino destro, Maicon: quando è arrivato non era considerato così forte come è diventato poi all’Inter: tre anni molto belli. Poi Nedved numero uno, lui mi ha migliorato più di tutti, di testa e nel mio gioco. Quando ho visto lui ho capito che quello che stavo facendo non bastava, dovevo fare di più. Nedved è una macchina di lavoro: lavorava prima, durante e dopo l’allenamento. Poi Vieira e Xavi. Quel Barcellona era una macchina di fenomeni: primi sei mesi top, poi per colpa dell’allenatore io non stavo bene… Posso mettere gente con cui non ho giocato? Forse terzino destro metto Cafu, più cattivo. L’attacco è facile: Zidane trequartista, quando entrava in campo lui faceva diventare tutti gli altri Zidane. Ronaldo il Fenomeno, è il mio idolo. E Maradona, perché è il più forte di tutti i tempi. Sì, lui era più forte anche di me».

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