Andare per presepi, e dove?

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Ecco. Questa è qualcosa che il maledetto virus di anno bisestile non fa assolutamente fare.
Andar per presepi ha (aveva) due interessanti funzioni.
Prima è quella di ammirare l’arte povera ma nobile di artisti improvvisati, per lo più giovani con la testa libera da grilli, che, continuando la tradizione tramandata da generazioni, rappresentano, ogni gruppetto a modo proprio, la nascita di Gesù in un ambiente misto ad immagini ebraiche e continentali europee.
Sull’argomento sono state scritte pagine interessanti, profondamente coinvolgenti, non che composte musiche eccelse (non dimenticando il Santo Alfonso)
La seconda è data dalla visita o ritorno in luoghi semidimenticati, lasciati però in un angolo della memoria, dei ricordi e riapparsi con azioni e personaggi osservati con occhio diverso
Andar per presepi ha sempre significato questo, misto al momento conviviale, spesso, in occasione della nascita del Bambinello ed alla levata verso fine gennaio.
Fanno eccezione gli allestimenti, anche se in spazi limitati, in alcune chiese anche perché i giovani sono a corto di fondi per la preparazione,.
A Minori nella basilica di santa Trofimena, retta da don Ennio Paolillo, è stata allestita , nella grandiosa navata centrale, una natività con figure ad altezza d’uomo ad opera di giovani volontari guidata da Mimmo d’Auria.

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