Vaccino Covid, Ministro della Salute Roberto Speranza: “Si comincia a vedere una luce in fondo al tunnel”

Il Ministro della Salute Roberto Speranza, intervenuto all’incontro “Unione europea alla sfida del Covid 19”, interviene sui vaccini anti Covid, come riporta Adnkronos: «Su cure e vaccini anti Covid i dati che iniziamo a ricevere da numerose realtà che hanno fatto ricerca in questi mesi, e stanno già implementando una produzione significativa, ci lasciano ben sperare. Cominciamo a veder una luce in fondo a questo tunnel. Voglio avere un approccio prudente: passaggi formali dovranno compiersi. Noi abbiamo agenzie istituzionali, sul piano nazionale e europeo, che dovranno seguire con la massima cautela le procedure. Sia per i vaccini sia per le cure. Ma i dati che leggiamo nelle ultime settimane ci lasciano ben sperare. Se, come tutti auspichiamo, i processi di validazione dovessero essere conclusi nelle prossime settimane, credo che potremo essere nelle condizioni già nella prima fase del 2021 di avere le prime dosi di vaccino e di poterle distribuire alla popolazione, in base a priorità che stiamo definendo.

Dal mio punto di vista in questo quadro i primi soggetti beneficiari saranno coloro che negli ospedali, nei presidi sanitari, ogni giorno sono in prima linea: il nostro personale sanitario. E poi naturalmente tutte le categorie più fragili: dalle Rsa, agli anziani, a tutte le persone con fragilità. Dobbiamo accelerare e investire, e lo stiamo facendo nel modo giusto, cioè a livello europeo. Sono stati sottoscritti contratti importanti che mettono in condizione tutti i Paesi europei ora di pianificare l’accesso a vaccini. Il vaccino è un bene pubblico universale e un diritto di tutti, non un privilegio di pochi.

Le misure nazionali volte a ridurre la circolazione del virus purtroppo in questa fase, in cui non abbiano ancora un vaccino sicuro e cure certe ed efficaci, sono inevitabili anche se provocano sacrifici ai nostri cittadini. Sono l’unico strumento possibile e tutti i Paesi europei in questa seconda fase di forza del virus le stanno adottando. E’ evidente che provocano sacrifici ma, come mostrano anche i numeri degli ultimi giorni, le misure dimostrano di funzionare.

Siamo dentro un’epidemia difficile da gestire e fin da febbraio scorso l’Italia ha sottolineato l’esigenza di un coordinamento europeo. Una partita così difficile non poteva essere vinta solo sul piano nazionale, ma c’era bisogno di un coordinamento internazionale forte. Col passare delle settimane questo coordinamento è andato crescendo. L’Italia sta provando a mettere sotto controllo la curva non con un lockdown generalizzato, universale e uguale in tutti i territori, ma con un meccanismo che prova ad adattare le misure per tempi limitati al quadro epidemiologico di ciascun territorio. Vedremo nei prossimi giorni se, come auspichiamo, questo metodo ci offrirà una piegatura ulteriore della curva. Dati incoraggianti che ci consentiranno di mettere sotto controllo il contagio. In ogni caso “nell’ultima settimana l’Rt è sceso rispetto alla settimana precedente. Il nostro auspicio, e la nostra opinione, è che il dato sull’Rt, quindi di diffusione del contagio nel nostro Paese, grazie alle misure adottate dalle Regioni e dal Governo nazionale, tende ancora ad essere in una fase decrescente. L’auspicio è che questo ci porterà nel giro di qualche settimana a poter avere reazioni e conseguenze positive sui nostri presidi ospedalieri e sanitari, che vivono ancora una stagione di altissima pressione».

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