Una buona notizia per la sanità a Stabia

La riapertura del pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia è come un goccio d’acqua per un assetato nel deserto. La situazione complessiva delle strutture ospedaliere nell’area Sud di Napoli resta infatti molto pesante. E rischia di precipitare di nuovo da un giorno all’altro. Tra le vittime del Coronavirus si conta un altro medico impegnato in prima linea. Nel frattempo si registra la richiesta, avanzata dal sindacato di categoria, di maggiore sicurezza per i medici di base invitati dalla Regione a portare a termine in tempi rapidissimi la campagna vaccinale contro l’influenza stagionale. E, sempre a proposito di vaccini, quelli a pagamento saranno disponibili, nelle farmacie, ma in quantità limitatissime, a partire dai primi giorni della prossima settimana.

Il pronto soccorso

Dalla sera di martedì il reparto destinato alle emergenze dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, paralizzato nei giorni precedenti dall’afflusso di pazienti Covid, ha riaperto le porte ai pazienti gravi afflitti da altre patologie. Libero accesso ai codici rosso e giallo. Lo ha annunciato ieri il direttore generale dell’Asl Napoli 3 Gennaro Sosto. «Finché ospiteremo fino a 18-20 pazienti nell’area Covid, riusciremo a gestire in sicurezza le emergenze più gravi. I pazienti stazioneranno al Pronto soccorso solo il tempo necessario per garantire i trattamenti del caso, prima del trasferimento nei reparti di competenza. È chiaro che se i pazienti Covid dovessero diventare 25, 30 il cosiddetto percorso pulito verrebbe inficiato». Con qualche difficoltà, regge per il momento anche il pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Sorrento, rimasto l’unico presidio per le emergenze della Penisola sorrentina dopo la chiusura dell’analoga struttura di Vico Equense. «Anche a Sorrento – ricorda Sosto – si sono riscontrate carenze di personale. In un certo momento ci si è trovati con soli 2,5 operatori disponibili. Ma con la sospensione delle attività di elezione, è stato possibile destinare alcuni chirurghi al Pronto soccorso». Fumata nera per la creazione di posti letto Covid all’ospedale di Pollena Trocchia, già punto di riferimento all’interno dell’Asl Na 3 per le patrologie polmonari. A frenare la riconversione, la carenza di personale. E in alto mare è anche la destinazione dell’ospedale di Nola ai pazienti colpiti dal coronavirus. Ad opporsi alla trasformazione sono soprattutto gli amministratori locali.

Fonte Corriere del Mezzogiorno.it

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