Sorrento, la professoressa Lauro: “Profondo Rosso. Cartelle esattoriali”

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Sorrento. Ancora una volta sono state rinviate sia le notifiche delle cartelle esattoriali che le azioni esecutive a carico di coloro che non sono stati in grado di pagare le cartelle che erano state a loro notificate. Il rinvio non risolve i problemi che affliggono il contribuente chiamato a sopportare un carico fiscale eccessivo aggravato da sanzioni ed interessi anatocistici (molto alti) che rendono impossibile il pagamento. Tutti i partiti convengono sulla necessità di una seria riforma della tassazione e del rispetto sostanziale dell’articolo 53 della Costituzione che recita: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.”

Ma le spese pubbliche da tempo non sono sotto controllo e molte sono inutili, eccessive o effettuate per favorire la vendita di armi prodotte o montate in Italia. Il concetto di “capacità contributiva” è diventato elastico, se lo Stato spende di più debbo pagare di più e pago di più perché per pagare le maggiori spese lo Stato aumenta le accise sui prodotti petroliferi, i bolli, i contributi, l’IVA,  i ticket sui farmaci,  etc.

Ma qual è il cittadino che paga?  Paga chi è noto al fisco perché è un lavoratore o un pensionato pagato dall’INPS;  chi lavora per le grandi aziende che, dovendo fatturare tutto, non hanno dipendenti in nero;  perché è iscritto in albi od elenchi, alla Camera di Commercio, etc.  Tra gli iscritti agli albi solo i medici che esercitano la libera professione debbono emettere fatture esenti da IVA che i clienti potranno detrarre dall’IRPEF dovuta … ma qualche professionista se il cliente rinuncia alla fattura concede un congruo sconto sull’onorario per poter pagare meno tasse;  gli altri professionisti emettono le fatture regolarmente ma, sapendo che il privato non potrà detrarne l’importo dai redditi o dalle imposte, emetterà note di credito per eliminarle dall’UNICO onde ridurre il proprio carico fiscale. Molti professionisti non hanno l’obbligo di iscriversi ad albi ed elenchi e possono agevolmente eludere il fisco (si pensi agli amministratori di condominio che, grazie alla privacy, godono della protezione dell’Agenzia delle Entrate che rende impossibile al singolo condòmino l’accesso agli atti tributari del proprio amministratore;  si pensi ai professionisti della truffa che ottengono risarcimenti per danni inesistenti con fatture false ovvero fatture emesse e contestualmente annullate che consentono all’emittente di intascare anche l’IVA riscossa).   Altri, molti cittadini, non solo operano in nero ma  hanno anche l’impudenza di chiedere, e spesso ottengono più facilmente di quanto capiti a chi ne ha veramente diritto, agevolazioni, reddito di cittadinanza, assegni, contributi e pacchi dono.

Eppure ai giudici basta la presentazione di una fattura per concedere a chi l’ha emessa la provvisoria esecuzione e dichiarare, ignorando se quella fattura è stata emessa perché l’emittente ha fornito realmente beni o servizi alla persona o alla ditta che indica come debitore e le reali condizioni economiche del debitore, che il pagamento di quel debito non rappresenta un onere insostenibile., dimostrando di possedere grandi capacità divinatorie.

Chi non è stato in grado di pagare ha 99 probabilità su 100 di finire nella mani di strozzini e di dover cedere la propria casa ad un’organizzazione criminale di stampo mafioso o ad un singolo criminale autorizzato dalle vigenti leggi dello Stato a irretirlo in una serie di pignoramenti ed ipoteche che possono essere iscritte per un importo pari al 150% del titolo esecutivo nel quale sono state già inserite una serie di poste reali e/o presunte che hanno fatto lievitare il debito iniziale.

Non basta rinviare le notifiche e le scadenze, ma è necessario cancellare sanzioni ed interessi e sarebbe opportuno ricalcolare l’importo dovuto per l’IRPEF innalzando l’asticella dei redditi esenti.  Tutti i professionisti dovrebbero emettere fatture esenti da IVA e l’importo complessivo di tali fatture dovrebbe essere portato in detrazione del reddito imponibile e non delle imposte.  Tutti i beni di prima necessità dovrebbero essere esenti da IVA.  Dovrebbero essere eliminate quelle storture fiscali poste in essere dai capoccia dell’Agenzia delle Entrate: gli avvocati dovrebbero emettere le fatture a nome di chi li paga (del soccombente) e non a nome del loro cliente (vincitore) onde evitare, come frequentemente è accaduto, che colui che redige il bilancio del condominio, della ditta  o della società inserisca quella fattura fra i costi dell’esercizio derubando, di fatto, condòmini e soci;  i terzi (datori di lavoro, INPS e istituti bancari) non dovrebbero effettuare le ritenute d’acconto sulle somme pagate in nome e per conto del pignorato, con i soldi del pignorato che vede, anche grazie ai pignoramenti plurimi, lievitare il debito e protrarsi a dismisura o all’infinito la durata dell’ammortamento;  il pignorante non dovrebbe essere autorizzato a pignorare e/o ad iscrivere ipoteca per un importo pari al 150 % del debito … già lievitato a favore del creditore per spese documentate e non documentate, per contributi previdenziali ed assistenziali che i professionisti sono autorizzati a prelevare dalle tasche dei loro clienti (tale autorizzazione non è stata mai concessa agli artigiani ed ai commercianti che sono chiamati a pagare i contributi previdenziali ed assistenziali di tasca propria ed a pagare una sostanziosa quota fissa anche in assenza di reddito).  Dovrebbero essere eliminate tutte le accise onde rendere trasparente il carico fiscale che grava sui carburanti.  Dovrebbero essere esenti da IVA tutti i beni di prima necessità. Contestualmente le imprese di distribuzione dovrebbero essere obbligate ad indicare sulle confezioni il prezzo consigliato od imposto onde evitare che la riduzione dell’IVA si trasformi in una beffa per il produttore e per il consumatore. Dovrebbe essere innalzato il livello del reddito non tassabile, ridotte le aliquote per i redditi medio – bassi: Dovrebbero essere eliminate le doppie tassazioni che spingono le società ed i cittadini allergici alle tasse a cercare i c.d. Paradisi Fiscali.

La mia è  solo una voce che grida nel deserto? Spero di no.  prof. Francesca LAURO

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