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Sorrento, il chimico Raffaele Attardi: “Dobbiamo costruire un ponte verso il futuro, non mura in cui rinchiudersi”

Sorrento. Riportiamo l’interessante post del noto chimico Raffaele Attardi: «Quello che si sta verificando è prima di ogni altra cosa la Caporetto di questo sistema di sviluppo e della classe dirigente che l’ha promosso e lo promuove e dei burocrati che ne orientano e sostengono le scelte. L’affollamento nasce dal vorticoso aumento dei movimenti, generato dai viaggi fatti solo per consumare, dal giantismo crocieristico, dai voli low cost, dalla concentrazione dei flussi nei grandi centri commerciali, dall’abbandono delle scuole territoriali a favore del trasporto scolastico, dai centri direzionali e dai grandi uffici, dalla diffusione grandi alberghi e dei villaggi turistici, dalla promozione di grandi eventi, dall’invasione dei centri storici di tavolini e gazebo.

La mancata prevenzione sanitaria nasce da una gestione della sanità, che ha scoraggiato l’accesso alla professione per favorire il massimalismo, che è centrata sui grandi ospedali, divenuto ovunque centri di spesa e di potere, dalla mancata cura e promozione degli ambulatori diffusi e della assistenza domiciliare.

Ognuno può fare esempi di trasporti, attività e luoghi dove si concentrano abitualmente le persone. Per far fronte a tutte le diseguaglianze che questo tipo di sviluppo produce, già prima del virus, abbiamo imboccato la via dei sussidi, e ancora continuiamo adesso a distribuire sussidi, sempre più inadeguati, illudendoci che il debito possa crescere a dismisura o invece adesso che la crisi morde, già vediamo che molta ricchezza è effimera e comunque non ci sono mai ricchezze sufficienti a garantire un debito crescente. Se non capiamo questo, se non decidiamo tutti insieme di opporci a questo tipo di sviluppo, e di promuovere e finanziare un modello di sviluppo più sostenibile e capace di produrre occupazione, passeremo da un virus all’altro. Se partiamo dai nostri egoismi e dalle nostre paure non riusciremo mai a cambiare i nostri comportamenti. Dobbiamo cambiare visione.

La Terra è l’ultimo dei poveri e noi non possiamo sfruttarla e contaminarla senza limiti. Dobbiamo entrare in equilibrio con la Rete della Vita, e solo in questo modo riusciremo a realizzare uno sviluppo sostenibile e rispettoso dei diritti dell’uomo. Se pensate che basterà il vaccino per risolvere tutto, vivete nel mondo dei sogni. Quando arriverà ci accorgeremo pienamente delle macerie che ci circondano e di come sia indispensabile cambiare. Dobbiamo agire subito per cambiare: non bastano gli interventi emergenziali, ci vuole un piano di sviluppo. Dobbiamo costruire un ponte verso il futuro, non mura in cui rinchiudersi».

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