Sant’Agnello, pino abbattuto. Diffida dell’agronomo Ceparano al WWF Terre del Tirreno: “Accuse diffamatorie”

"Tagliare alberi in penisola sorrentina è divenuto ormai un bancomat per ditte ed agronomi" - aveva dichiarato Claudio D'Esposito. Il Presidente pro-tempore dell’Ordine dei Dottori Agronomi risponde al presidente del WWF Terre del Tirreno

Il Dottore Agronomo Giuseppe Cerapano, Presidente pro-tempore dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della provincia di Napoli, ha inviato una nota in risposta al presidente del WWF Terre del Tirreno, Claudio D’Esposito.

Si sta lasciando agli agronomi privati di decidere sulla tutela degli alberi, dell’ambiente, del paesaggio e della nostra stessa salute! Una volta eliminata la pianta e fatta sparire la legna chi è che andrà mai a controllare? TAGLIARE ALBERI IN PENISOLA SORRENTINA E’ DIVENUTO COME UN BANCOMAT PER DITTE E AGRONOMI CHE NON CONOSCONO CRISI – aveva dichiarato Claudio in un comunicato pubblicato anche su Positanonews, in cui si denunciava l’abbattimento di un pino a Sant’Agnello.

Di seguito la lettera del Dott. Ceparano.

OGGETTO: Lettera di diffida.
Io sottoscritto Giuseppe Ceparano, nella qualità di Dottore Agronomo nonché Presidente pro-tempore dell’Ordine
dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della provincia di Napoli, in nome proprio e nell’interesse degli iscritti,
rappresenta quanto segue.
In data 15.11.2020 veniva pubblicato un articolo giornalistico online su “Lo strillo della Penisola” a firma di
Salvatore Caccaviello circa l’abbattimento del pino di piazzetta Sagristani ai Colli di Fontanelle, in Sant’Agnello,
che si rifaceva a quanto comunicato dal Presidente del WWf Terre del Tirreno, Claudio d’Esposito.
Ed invero, già dal sommario dell’articolo in questione era ben possibile evidenziare delle affermazioni pretestuose
e denigratorie nei confronti dell’intera categoria cui presiedo per la circoscrizione provinciale di Napoli: “per la
nota Associazione ambientalista tagliare alberi in penisola sorrentina è divenuto ormai un bancomat per ditte ed
agronomi. Un settore che non parrebbe conoscere crisi”.
Seguono nella lettura dell’articolo diverse affermazioni che fanno riferimento al perseguimento di interessi privati
in spregio alla tutela dell’ambiente e dell’interesse dei cittadini a favore di quelli privati, di categoria.
Atteso che per il resto dell’articolo ci si rifà a quanto dichiarato dal sig. d’Esposito (non si evince dal tenore dello
stesso se mediante un’intervista diretta del giornalista al Presidente dell’Associazione ambientalista ovvero
richiamandosi ad affermazioni esternate presso altri) pare che si possa pacificamente affermare che le
insinuazioni contenute all’interno del summenzionato testo siano lesive sia dei Dottori Agronomi e dei Dottori
Forestali della provincia di Napoli, che della categoria tutta.
Nessuna considerazione era attribuita alla necessaria salvaguardia della salute pubblica allorquando un albero
dovesse mostrare, dalle indagini visive e strumentali effettuate, difetti di stabilità che rendano concreto un rischio
per persone o cose poste nel raggio di un eventuale abbattimento.
Orbene, a parere di chi scrive, le insinuazioni sollevate paiono diffamatorie della reputazione dell’insieme dei
professionisti del settore, tenuto conto che quest’ultima non si identifica con la considerazione che ciascuno ha di
sé ma con il senso di dignità, in questo caso collettivo, in conformità all’opinione del gruppo sociale, secondo il
riferimento al fatto specifico degli abbattimenti.

Nel caso di specie, anche le espressioni dubitative, insinuanti, allusive, sottintese, ambigue, suggestionanti
possono essere in grado di offendere la reputazione di una classe di professionisti (che notoriamente agisce nel
rispetto di intese, dei protocolli stabiliti, della collettività e a tutela dell’ambiente non già perseguendo
interessi individualistici!) soprattutto quando, per il modo in cui sono poste all’attenzione del lettore, fanno
sorgere in questi un atteggiarsi della mente favorevole a ritenere l’effettiva rispondenza a verità dei fatti narrati.
Inoltre, vale la pena evidenziare che quanto scritto e dichiarato escluderebbe il diritto di cronaca che è tale
quando vengono rispettate determinate condizioni tra cui quella che l’informazione venga mantenuta nei giusti
limiti della più serena obiettività e della continenza, senza che travalichi da un’esposizione e da una critica civile.
In ultimo, ma non per questo meno importante, è opportuno rammentare che il ruolo del dottore agronomo e del
dottore forestale è puramente tecnico; funzionale quanto si vuole, ma certo non vincolante, dal momento che, in
sequenza, l’Ufficio Comunale competente prima, la Commissione Locale del Paesaggio poi e, infine, superato il
preventivo vaglio tecnico-amministrativo dei predetti soggetti, la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e
Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli sono chiamati a valutare l’impatto paesaggistico della richiesta di
abbattimento e a definitivamente pronunciarsi nel merito.
Nel caso di specie, trattandosi di territori sottoposti a molteplici leggi di tutela ambientale e paesaggistica, le
affermazioni riportate nell’articolo, dunque, appaiono fortemente lesive finanche della integrità morale e
professionale, della dignità e dell’operato delle predette Istituzioni.
Pertanto, alla luce delle suesposte argomentazioni, con la presente Vi diffido dal reiterare le condotte sinora
poste in essere in danno dell’intera categoria come innanzi descritte e Vi invito ad evitare esternazioni che, tanto
più in accezioni dubbiose, potrebbero essere lesive ovvero pretestuose circa la professionalità e il decoro
dell’operato sinora svolto, avvertendo che, in caso contrario, saremo costretti ad adire le competenti vie legali.
Distinti saluti.

Il Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi
e dei Dottori Forestali della provincia di Napoli
Dott. agronomo Giuseppe Ceparano

20201120 – Diffida WWF et al

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