Sant’Agnello. L’On. Teresa Manzo scrive ai Ministri per l’accesso alla Marinella

Più informazioni su

Sant’Agnello. L’On. Teresa Manzo scrive ai Ministri per l’accesso alla Marinella. Al Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro per i Beni e le attività culturali e per il turismo – Per sapere – premesso che:
La zona libera della spiaggia del comune di Sant’Agnello, Città Metropolitana di Napoli, denominata «la Marinella», ha un unico accesso pubblico pedonale costituito da un antico e bellissimo sentiero che giunge sull’arenile attraversando la tipica falesia tufacea della Penisola Sorrentina con gallerie e costeggiandola a tratti.
Esiste un altro accesso alla spiaggia, un ascensore, affidato al concessionario dell’omonimo lido privato, però di uso esclusivo dei clienti dello stabilimento balneare, il cui utilizzo è vietato ad altri cittadini, anche se con problemi di deambulazione e/o disabilità.
Inoltre, lo stabilimento balneare chiude alle ore 19:00, così come l’utilizzo dell’ascensore. Il sentiero, unico accesso pubblico all’arenile, rappresenta quindi anche l’unica eventuale via di fuga in caso di blocco dell’ascensore.
Dopo il terremoto degli anni ’80, l’amministrazione comunale chiuse l’accesso all’arenile con un cancello posto all’imbocco della strada pubblica, adducendo la cosa a motivi di sicurezza.
Ad oggi quel cancello, riaperto solo nel 1992, è ancora al suo posto ed è alternativamente aperto o chiuso da incaricati dell’Ente comunale, senza rispetto né di giorni né di orari, senza che siano emessi dispositivi ordinativi, quindi con motivazioni ignote ai più, con la conseguenza che di fatto si impedisce la libera fruizione da parte dei cittadini della spiaggia pubblica.
La giurisprudenza sembra concordare nel ritenere che il mare territoriale non costituisca un bene demaniale o patrimoniale dello Stato, ma sia una res communis omnium, che tutti possono utilizzare e, di conseguenza, non può essere impedito o fortemente ostacolato l’accesso da altri soggetti siano essi pubblici o privati.
Infatti, la legge finanziaria n. 296/2006 all’articolo 1, comma 251, stabilisce che è fatto obbligo per il titolare delle concessioni «di consentire il libero e gratuito accesso di transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine di balneazione».
Analoga previsione è riscontrabile al comma 254, dove si legge che: «Le regioni, nel predisporre i piani di utilizzazione delle aree del demanio marittimo, sentiti i comuni interessati, devono individuare le modalità e la collocazione dei varchi necessari al fine di consentire il libero e gratuito accesso di transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine di balneazione».
Anche la III sezione penale della Corte di Cassazione ha stabilito il 16 febbraio 2001 che: «Nessuna proprietà privata e per nessun motivo può impedire l’accesso al mare alla collettività, se la proprietà stessa è l’unica via per raggiungere una determinata spiaggia».
Infine, il Consiglio di Stato con l’ordinanza n.2543/2015, ha precisato che «il demanio marittimo è direttamente ed inscindibilmente connesso con il carattere pubblico della sua fruizione collettiva, cui è naturalmente destinato».
In conclusione, la destinazione all’uso pubblico della zona libera della spiaggia, a prescindere dalla proprietà, è strettamente collegata alla realizzazione degli interessi di tutti i cittadini.
Per quanto fin qui premesso si chiede ai sigg. Ministri in intestazione:
• Se sono a conoscenza della privazione dei diritti di accesso al mare, sia dei cittadini di Sant’ Agnello, sia dei numerosi turisti.
• Se, per quanto di competenza, intendano adoperarsi affinché l’accesso al mare al comune di Sant’Agnello, sia libero e privo di restrizioni sia oggettive che dispositive.

Qui l’interrogazione.

Più informazioni su

Commenti

Translate »