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“Running before the Wind”, Marco Bakker presenta a Amsterdam il libro ispirato a Vali Myers foto

Vedere un Mondo in un granello di sabbia,/E un Cielo in un fiore selvatico,/Tenere l’Infinito nel cavo della mano/E l’Eternità in un’ora” sono versi del grande William Blake, che spesso mi tornano in mente quando ho la fortuna di scalare il sentiero del canyon selvaggio, quello del Vallone Porto di Positano, che conduce alla Pagoda dove vive Gianni Menichetti, che io amo definire homo ecologicus, il poeta eremita, il pittore ballerino, il derviscio che danza tutte le volte che può in onore della Natura, che ruota su se stesso come quegl’ulivi, che attorcigliando il tronco in senso orario, sembrano, con i rami della chioma aggrapparsi come innamorati ad un pezzo di cielo, per poi avvitarsi con il fusto saldamente nella terra per trattenerlo con sé tutta la vita quello spicchio d’azzurro, come avrebbe voluto fare Gianni con Vali, come del resto hanno fatto le loro anime fino a quando il tempo della Volpe Rossa, almeno su questa terra, si è esaurito. “Running before the Wind” è questo, un libro mistico che racconta di una stagione magica quella che vide protagonisti il suo autore, il fotografo olandese Marco Bakker, la musa di tanti artisti la pittrice australiana Vali Myers e il poeta italiano Gianni Menichetti. Il libro sarà presentato nel famoso centro d’arte “FluXus” il 19 novembre 2020. Il termine “Fluxus” rivela la cifra artistica del luogo, legato a geni assoluti del calibro di John Cage, Marcel Duchamp, George Maciunas e di tutta l’esperienza neodadaista, e dei movimenti anni Sessanta della cosiddetta cultura del dissenso. Marco Bakker, nato e cresciuto a Edam, parlerà del suo libro “Running before the Wind” arricchito dalle citazioni e dalle foto dell’artista e musa australiana Vali Myers. La carriera di Bakker ha inizio con la scoperta dell’arte fotografica dell’altro grande artista di Edam, Ed van der Elsken, al quale Marco si è sempre ispirato. Ed van der Elsken per primo, tanti anni fa gli mostrò il ritratto di una giovane donna con i baffi di Dalì tatuati sul viso, in quello che poi diventerà uno dei capolavori fotografici del celebre artista olandese “Love on the Left Bank”. In quest’opera Ed van der Elsken fece di Vali Myers  il suo bindu, il fulcro energetico assoluto, usando il kundalini come metafora. Bakker, affascinato a sua volta dalla figura di questa pittrice dall’animo bohemien, venuta in Europa da Melbourne a diciotto anni per ballare all’Operà di Parigi, riuscì a incontrare Vali Myers nel 1999. L’anno dopo, invece, fece la conoscenza di Gianni Menichetti. Gli incontri naturalmente avvennero nell’ormai celebre Vallone Porto di Positano. Durante il suo soggiorno a Positano Marko Bakker realizzò una serie di fotografie a Vali Myers, l’idea era quella di farne un book fotografico come aveva fatto a suo tempo Ed van der Elsken, ma durante una visita successiva a Gianni nel 2009, come testimonia il giornalista Michele Cinque che per primo raccolse informazioni sul lavoro di Bakker in nuce, emerse un piano diverso. Gianni aveva conservato tutte le lettere che Vali gli aveva inviato da città come Amsterdam, New York e Melbourne. Nelle missive gli scriveva di persone, animali, ambiente, in breve, raccontava la vita dal suo unico e originalissimo punto di vista, quello dell’anticorfomista assoluto: Siamo qui per vivere le nostre vite così bene che la morte tremerà a prenderci (Charles Bukowski). “Se mettiamo insieme le tue foto di Vali con le migliori citazioni delle lettere, può diventare un progetto meraviglioso”, disse Gianni, così è nato “Running before the Wind”. L’appuntamento internazionale, pandemia permettendo, è al FluXus di Amsterdam giovedì 19 novembre alle ore 20.
info https://www.fluxus.nl/agenda/inspiratielezing-marco-bakker/
di Luigi De Rosa

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