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Profondo Rosso: Vittorie di Pirro

Riceviamo e pubblichiamo

La legislazione italiana era maschilista. Per i maschi c’erano riserve di posti e/o punti premio. Frequentemente alle donne, anche se avevano superato le prove d’esame con un alto punteggio, non veniva assegnato alcun posto di lavoro ed erano costrette ad affrontare e superare più concorsi per acquisire il diritto all’impiego. Superato il concorso per vice ragioniera nei Provveditorati agli Studi, benché classificata al 24^ della graduatoria Nazionale, prima nella Provincia di Napoli (dove erano stati messi a concorso cinque posti) fui destinata a Potenza. Consegui la Patente di Segretario Comunale e mi classificai prima assoluta a Napoli, ma la Commissione d’esami per il concorso a Vice Segretario Comunale del Comune di Sorrento mi escluse “perché di sesso femminile” Dopo una serie di battaglie portate avanti da donne coraggiose abbiamo conseguito alcuni (in)successi: l’8 marzo bisogna offrire alle donne le mimose, un fiore che costa poco ed il giorno dopo ha il capo reclinato e lascia una scia gialla ma nasce da una pianta robusta e resistente come noi donne siamo; alle donne non sposate bisogna rivolgersi con il termine “signora” eliminando il “signorina” che qualificava le donne non coniugate (non comprendo il motivo per cui alle donne non si debba rivolgere con il termine “donna” e/o con il suo titolo professionale al femminile; probabilmente si vuole sottolineare che alcune professioni dovrebbero essere appannaggio solo dei maschi); una retribuzione ed una pensione più basse di quelle riconosciute ai maschi; una riserva di posti, nelle liste e fra gli eletti, di una quota “rosa” a favore delle donne; l’accesso a carriere che, nel passato, erano a noi precluse. Le c.d. “quote rosa” consentono alla donna che non è stata eletta di diventare Consigliera Comunale e di mettere fuori gioco il candidato di sesso maschile democraticamente eletto. A me sembra che queste “leggine” non eliminano il maschilismo, discriminano i “diversi” (per colore della pelle, per abilità, per fede religiosa) e mortificano le donne perché mettono in evidenza la loro incapacità di affermarsi per merito proprio e/o per solidarietà femminile. Noi stesse votiamo per gli uomini e non per le donne … specialmente se le riteniamo valide, preparate e capaci. Le “femministe” si accontentano di fragili vittorie di Pirro invece di considerare la necessità di educare i giovani al rispetto di tutte le donne qualunque sia la loro età o censo, se sono parenti, affini od estranee e qualunque sia il colore della loro pelle. Un altro problema è l’ineleggibilità dichiarata ex post; sarebbe opportuno che una commissione di persone esperte nominata dal Prefetto esamini ciascun candidato (curriculum, titoli, carichi pendenti, CRIF, etc) e ne dichiari la eleggibilità o la non eleggibilità prima che gli elettori votino e non dopo che hanno votato. D’altra parte la dichiarazione di non eleggibilità viene resa nell’ignoranza assoluta degli atti processuali e/o per consentire al primo dei non eletti di conquistare la sedia consiliare o di liberarsi di un avversario scomodo. Non intendo entrare nel merito delle decisioni politiche del nuovo Consiglio Comunale di Sorrento ma solo di sottolineare uno dei motivi che inducono gli elettori ad astenersi dal voto. prof.  FLAURO

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