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Piano di Sorrento: la raccolta dei ricordi di Geppino Russo nei cuori della penisola sorrentina

Piano di Sorrento. La notizia straziante della perdita dell’ex sindaco e figura storica carottese, Geppino Russo, ha sconvolto tutti i cittadini di Piano di Sorrento e non.

Ad annunciare la sua scomparsa sono stati la moglie Caterina e i figli Maria e Nello, ai quali Positanonews rinnova le più sincere condoglianze. Geppino Russo è stato sindaco di Piano di Sorrento dal 1993 al 1997, ma il suo impegno nell’amministrazione comunale è stato ininterrotto dagli anni ’60 fino al 2002. Il nome di Geppino Russo è anche legato all’attività di ristoratore con la ‘Tombola’, il locale che era conosciuto per l’opportunità offerta ai clienti di non pagare il conto se avessero estratto dal cestino del noto gioco partenopeo il numeretto prescelto. Russo è stato anche il primo presidente della Pro Loco di Piano di Sorrento, oltre che fondatore e animatore del giornale ‘Il Carottese’,

Di seguito alcuni ricordi dei volti più noti alla penisola sorrentina, che hanno voluto omaggiare così la scomparsa di Geppino.

Il ricordo di Claudio D’Esposito, presidente del WWF Terre del Tirreno.

Ciao Geppino!

Sono tanti i ricordi legati aGeppino Russo… avevo appena 14 anni quando fui “scritturato” per realizzare delle vignette satiriche per il periodicoIl Carottese. Erano i miei primi disegni su commissione… non ne capivo nulla di politica e solo crescendo, dopo anni, riconobbi chi erano quei volti che disegnavo!

Un indomito combattente dalla mente sempre giovane, un vero imprenditore della politica. Fu suo il merito di unire tutte le “compagini politiche” per sconfiggere la “lunga monarchia dello scudo crociato” … di quello che veniva da lui apostrofato come“Re Gargiulo I°” … nelle vignette satiricamente immortalato, su sua indicazione, seduto sulle case con tanto di scettro in mano e livrea in ermellino!

Poi ci ritrovammo su idee contrapposte, a dissertare sulla costruzione della caserma dei pompieri e del parco a verde di via San Michele, nei ruoli lui di primo cittadino e io di rappresentante di un’associazione ambientalista. Ad ogni discussione e/o mancato accordo, invece di mandarmi a quel paese, mi ripeteva sempre: “apprezzo la tua coerenza”!

L’ultimo incontro conGeppino risale alla scorsa estate mentre fotografavo gli alberi di jacaranda a rischio taglio nei pressi diEuronics… lo intravidi da lontano nel suo abito sempre impeccabile… era in ottima forma… gli andai incontro e ci trattenemmo oltre mezz’ora a chiacchierare piacevolmente. Mi confidò della sua malattia e della sua stoica resistenza, mi chiese perché avevo “posato la matita” e mi spronò paternamente a non arrendermi nelle mie battaglie, confessandomi che non si riconosceva più in una politica che aveva ormai toccato il fondo intenta com’era solo a mercanteggiare.

Geppino Russo fa parte della storia di tutti noi, ora che non c’è più lascia un senso di vuoto e un grande dispiacere per aver perso un buon uomo e uno degli ultimi “galantuomini” della nostra terra!

Un abbraccio affettuoso a Caterina, Maria, Nello e ai familiari tutti!

 

Il ricordo di Giovanni Ruggiero, vicepreside al Liceo Marone di Meta e già sindaco di Piano di Sorrento.

In vita mia non ho mai tanto stimato tanto una persona così differente da me.

Nella nostra breve ma intensa “storia” amministrativa (lui sindaco e io assessore dal 1997 al 2001 e io sindaco, lui assessore dal 2006 al 2011) siamo stati alleati diversi.

Per età, mentalità, ideologia, modalità ci siamo spesso incontrati / scontrati e in quell’agone dell’attività amministrativa sono emersi i punti di contatto e le asperità.

Mi chiamava “l’ebreo errante” per la mia intolleranza quando si perdeva tempo o quando non si riusciva a fare sintesi. Ma credo che oltre a sottolineare la mia inquietudine voleva anche definire ciò che invece inquietava lui e le sue mille domande che rimanevano senza risposta.

Geppino era irriverente, impulsivo, dissacrante e in certi momenti rasentava il cinismo. Ma era anche competente, generoso, spontaneo, appassionato e soprattutto… libero.

Geppino è stato per me lo specchio delle mie ombre e mi ha insegnato l’arte di guardare la realtà dall’alto per perseguire una visione completa e non fatta di prospettive particolari e limitate. Geppino Russo un giorno mi disse: “Vuoi fare il sindaco? Impara il bilancio e lavora con il personale. O soccombi o emergi”

Il bilancio non ha mai voluto mollarlo e mi ha dato tutte le indicazioni per capirlo, conoscerlo, gestirlo.

Credo di non aver mai trovato un non addetto ai lavori così preparato sulla materia contabile amministrativa. Però negli anni ho fatto l’assessore al personale e poi… il sindaco. E lui con me.

Un compagno di lavoro straordinario, creativo, instancabile, metodico, stratega, determinato. Ma anche irascibile, a volte rigido in maniera ottusa e con una solitudine dentro che a tratti mi spaventava. La sua eredità per me: un amore viscerale, quasi folle per Piano di Sorrento.

Tutto il resto era secondario.

L’ultima volta, incontrato per caso un anno fa, mi disse… no, non voglio dirlo, è un segreto. Ci sono cose che rimangono dentro per sempre.

Qualche mese fa è passato dai Mormile a definire il tutto e il suo modo per salutarli fu: “è finita la festa”…

Ti immagino sazio di anni tra cicatrici e pensieri, stanco, ma anche davanti alla Morte indomito, fiero, orgoglioso.

Tutto questo è Geppino Russo per me.

Il ricordo di Anna Iaccarino

Caro Geppino,

ci conoscemmo nel 1997, io non avevo ancora vent’anni e fui arruolata da mio padre con il “delicato” ruolo di distributrice di santini. Lui era candidato nella tua lista come Consigliere comunale.

Entrambi foste eletti.

Papà come Consigliere e tu come Sindaco.

Da allora rimase sempre una sorta di rispettosa confidenza e poco più. Anzi, quando divenni Consigliere comunale nel 2011 tra di noi ci fu anche qualche battibecco, nonostante questo, però, eri tra quelli che più mi spingevano affinché mi candidassi come Sindaco.

Poi agli inizi del 2016, con l’approssimarsi della scadenza elettorale iniziarono i primi incontri a casa Tua, perché, dicevi, la cortesia di venirmi a trovare a casa me la dovete fare! Seduto nel Tuo salone, con le copie del bilancio comunale tra le mani, sembrava di vederti alle prese con qualcosa di assolutamente familiare.

Avevi una abilità nel leggerlo, da fare invidia.

Ti fregava, dicevi, però il continuo susseguirsi di leggi e leggine a cui non eri riuscito più a star dietro e che ti facevano prendere qualche svista.

La sostanza però c’era ed era frutto non solo di una inclinazione naturale, ma anche di una epoca in cui la politica si sudava ed era fatta di gavetta e ancora gavetta. Non certo di poltrone occupate la sera per la mattina. Raccontavi aneddoti, litigi e strategie politiche di altri tempi, strategie lontane da quelle che si fermano alle somme dei voti.

Certo, i voti servono, senza voti non vinci, dicevi, ma solo con i voti non governi.

Poi seguirono gli incontri dopo la rottura con l’attuale Sindaco Vincenzo Iaccarino e il tuo invito, prima della chiusura delle liste, affinché ci ripensassi. Affinché, comunque, mi candidassi.

Il fastidio per non averti ascoltato, me l’hai più volte rinfacciato. Con un fare antico, però, lo stesso che usavi nel salutare col baciamano.

L’ultima volta che ci siamo fermati a chiacchierare è stata questa estate. Ovviamente sempre di Politica e di elezioni.

Due parole sufficienti, anche nelle poche battute scambiate, a farti brillare gli occhi…oggi va via un pezzo di Piano, un pezzo di politica e un pezzo della nostra storia.

Arrivederci Geppino!

 

Il ricordo di Salvatore Cappiello

Quanti ricordi…era il 1997 quando venisti a cercare quei “ragazzi ” che allora erano in minoranza e che poi diventarono amministratori insieme a te….vivemmo anni intensi, a volte anche burrascosi….tu col cruccio dell’entrata in vigore della legge “bassanini”…che cambiò profondamente l’andamento della pubblica amministrazione..ma nonostante questo e la differenza generazionale, per noi sicuramente sono stati anni importanti e formativi grazie a Te… addio Geppino

Il ricordo, fra i tanti, anche dell’attuale sindaco di Piano di Sorrento, Vincenzo Iaccarino

Con lui ho condiviso le prime esperienze amministrative – dice Iaccarino – e ne ho potuto apprezzare il pragmatismo nell’affrontare e risolvere i problemi del Paese cui è sempre stato legatissimo e per il quale si è speso con totale abnegazione nei lunghi anni che l’hanno visto al servizio della nostra città.

Il suo nome è anche legato all’attività di ristoratore con la “Tombola” il locale che era conosciuto, oltre che per la qualità della gastronomia, per l’opportunità offerta ai clienti di non pagare il conto se avessero estratto dal cestino del noto gioco partenopeo il numeretto prescelto.

Geppino è stato anche il primo presidente della Pro Loco di Piano di Sorrento con cui ha organizzato eventi e manifestazioni che hanno fatto la storia del paese.

Fondatore e animatore del giornale “Il Carottese“, col quale ha scritto pagine memorabili della storia politica locale, ha avuto con largo anticipo sui tempi l’intuizione del ruolo determinante che la comunicazione avrebbe avuto nell’attività politica.

A nome personale e dell’Amministrazione Comunale di Piano di Sorrento esprimo le condoglianze alla moglie Caterina, ai figli Maria e Nello e ai familiari tutti per il lutto che li ha colpiti e penso di poter esprimere anche il cordoglio della nostra Città per la sua scomparsa.

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