Piano di Sorrento, il ricordo dell’ingegnere Antonio Elefante: “Geppino Russo non avrebbe trascurato gli immobili pubblici”

Piano di Sorrento. La notizia straziante della perdita dell’ex sindaco e figura storica carottese, Geppino Russo, ha sconvolto tutti i cittadini della Penisola sorrentina. Molti hanno voluto omaggiare la scomparsa di Geppino, amareggiato da tempo per la mancanza della politica nel suo territorio.  Ci confidava di seguirci sempre, da quando 15 anni fa abbiamo cominciato a occuparci quotidianamente dei carottesi , e che Positanonews è stata anche occasione di utilizzare maggiormente internet, anche se era affezionato al cartaceo . Fra le cose che gli chiedevamo c’era la problematica del patrimonio immobiliare carottese, la Scuola Carlo Amalfi, nostro cavallo di battaglia da quando si è decisa di chiuderla per demolirla e ricostruirla, cosa che avrebbe comportato il mancato uso di un immobile che si sarebbe potuto ristrutturare, e alla fine avevamo ragione noi, visto che la scuola è rimasta lì , colpa del “sistema”, senza voler accusare nessuno in particolare, per il quale ci voleva un atto forte alla Geppino Russo forse , in fin dei conti la politica è l’arte di trovare soluzioni dove la burocrazia non le trova, altrimenti invece di sindaci dovremmo avere tutti segretari comunali e notai.  Noi di Positanonews abbiamo voluto chiedere qualche parola anche all’ingegnere Antonio Elefante

“Era una persona molto pragmatica ed aveva anche una formazione imprenditoriale. Chi ha questo tipo di formazione e di visione delle cose avrebbe optato come me per recuperare l’ immobile e non certamente di demolirlo. D’ altra parte questa nostra idea, espressa oramai già oltre 10 anni fa, trova giustizia nel fatto che la scuola è ancora la in stato di completo abbandono. Si è persa opportunità di richiedere fondi per l’adeguamento sismico e giammai il comune troverà risorse così ingenti per demolire e ricostruire. Per cui , come si vede, il tempo ci ha dato ragione.

Che dire dello stato di degrado di tanti immobili pubblici ? Il comune ha una particolare diligenza nel distruggere i gioielli di famiglia. Basta dare uno sguardo in giro! Geppino si sarebbe sicuramente incazzato perché lui teneva molto alla valorizzazione del patrimonio per aver seguito per tanti anni proprio questo settore. I parchi pubblici (Petrulo, Legittimo, San Michele) chiusi e abbandonati. La biblioteca? Lavori di ristrutturazione fermi. Il centro polifunzionale del nautico chiuso e abbandonato. I negozi di via S. Michele al 90% inutilizzati. Il mercato? Struttura ormai desueta e senza prospettiva di recupero. La scuola di via Carlo Amalfi abbandonata. Il centro sportivo di Pozzopiano ? Abbandonato. Lo stato di degrado di tutte le altre scuole? Che ne parliamo a fare. Insomma una vera debacle che rispecchia la qualità è la capacità di questa amministrazione di fare cose concrete per il paese. E questo è! Con Geppino Sindaco si sono fatte davvero cose eccellenti per la città ma sono oramai tempi tramontati quelli in cui la politica si prefiggeva di lasciare segni tangibili e risposte concrete”.

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